( foto Menegazzo)
L’autorevole Antonio Pasinato dice la sua sul Lecco «Questi giocatori non meritano di essere presi di mira L’allenatore deve trovare altre strade per la via del gol»
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CALCIO
Un’altra occasione persa. E dalla Curva Nord è emerso qualche mugugno. Qualche coro verso la squadra che mai prima d’ora si era sentito e che ha indispettito mister Foschi. Si capisce che dopo cinque partite senza gol, anche se la coperta è sempre un po’ corta per chi deve fare la squadra, la fiducia dei tifosi è venuta parzialmente meno.
Anche se il grande Antonio Pasinato, cuore bluceleste, spera che si sia trattato solo di un episodio: «Mi è dispiaciuto sentire cori contro la squadra. Penso proprio che non se lo meritino i ragazzi, perché come impegno non c’è niente da dire. Non hanno mai smesso di correre e combattere. Anzi, bisognerebbe incitarli proprio ora».
Certo è che l’attacco che non segna da 5 gare e che per 11 in questo campionato non è stato capace di violare la rete avversaria, lascia inquieti. Chi diceva che a gennaio doveva arrivare qualcun altro, pare aver ragione. «In questo momento non riusciamo a fare gol, ma giochiamo anche con un centrocampo che non è quello titolare - commenta Pasinato -. Buso, uno dei nostri attaccanti migliori, non sta bene e altri hanno avuto problemi fisici, piccoli o grandi. Domenica mancava anche Bunino. Ci vuole pazienza e l’allenatore deve trovare altre strade».
Ma Pasinato, che non le ha mai mandate a dire in questi anni dall’alto della sua esperienza, autorevolezza e capacità, questa volta getta acqua sul fuoco: «Ci vuole tranquillità e serenità. C’è stata la grande illusione della B. Sogni, che ora paiono svaniti, ma dobbiamo avere fiducia nella squadra e nel settore tecnico e venirne fuori arrivando il più in alto possibile per affrontare nel miglior modo possibile i playoff anche se la squadra non è da primissimi posti. Certo è che, per come si è messo il campionato, il Lecco deve comunque crederci fino in fondo».
«La squadra, se vogliamo parlare schietto, non ha fatto il salto di qualità con gli acquisti di gennaio - prosegue Pasinato -. Sono arrivati buoni giocatori, ma non hanno costituito un punto di svolta per la squadra in positivo». Insomma, oltre a Buso e Pinzauti, entrambi evidentemente stanchi dopo aver tirato la carretta, gli altri attaccanti sono stati quasi dei comprimari. Tra Mangni, presente da inizio stagione, Bunino, lo sfortunatissimo Tordini e Scapuzzi, i gol sono una manciata.
Se la società avesse azzeccato un acquisto come quello di Riccardo Bocalon, il campionato del Lecco avrebbe potuto prendere una svolta diversa: 8 gol in 13 gare dal passaggio da Trento a Mantova a gennaio. Certo, il Mantova può sempre dire di aver pescato il jolly, ma di Bocalon si era parlato anche a Lecco.
Ha però ragione Pasinato nell’affermare che aver dovuto fare a meno, a turno, di Galli, Ardizzone, Giudici, Zuccon e Zambataro, è stato decisivo. La forza del Lecco è stata mandare in gol, a turno, diversi giocatori, senza aver mai bisogno di un bomber titolare. E questa forza è stata costruita sulle fasce e a centrocampo. Quando la mediana ha cominciato a traballare per le sue tante assenze, tutta la squadra ne ha risentito. E la B si è allontanata. Forse definitivamente.
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