Il cardinale Scola a Galbiate

«La famiglia ci completa»

Accolto da rappresentanti delle forze dell’ordine e amministratori

Un richiamo forte alle unioni sacre «tra uomo e donna» non alla convivenza

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Galbiate

L’arcivescovo di Milano, Angelo Scola, ha scelto il pulpito della piccola chiesa di Sala al Barro, oggi, per messaggi netti, nel giorno della “Festa della famiglia”.

É stato accolto da rappresentanze delle forze dell’ordine, della Protezione civile e dell’associazionismo, dall’amministrazione comunale col gonfalone e salutato dalla corale e dalla civica banda; ad accompagnarlo all’altare e affiancarlo nella celebrazione sono stati i sacerdoti del territorio, anzitutto l’amministratore della comunità pastorale, don Erasmo Rebecchi, col parroco di Sala, don Arnaldo Zuccotti (che, a fine messa, dalle mani dell’arcivescovo ha ricevuto commosso una targa), e alcuni religiosi nativi della frazione: «Da questa piccola realtà – ha ricordato lo stesso Scola – ne sono usciti in 25 anni ben cinque e un diacono che, a Dio piacendo, verrà ordinato a breve»; tra loro, anche l’ex parroco di Malgrate, e poi segretario personale di Scola, don Luciano Capra, ringraziato pubblicamente dal cardinale.

L’arcivescovo si è sentito a casa, ieri, «tornando dopo 45 anni dal matrimonio di mio cugino, celebrato proprio in questa chiesa»; e il matrimonio è stato il filo conduttore di quasi tutti i suoi interventi; don Rebecchi l’ha introdotto descrivendo la ricchezza «spirituale e associativa» di Sala, ma che la «necessità di un rinnovamento nelle strutture, a partire dall’asilo e dall’oratorio», così preannunciando «l’impegno a intraprendere la ristrutturazione».

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