La mamma no-vax assolta dal giudice

«L’Ats non le ha mai dato una risposta»

«Aveva scritto per avere chiarimenti, ma invano. Ha solo protetto sua figlia»

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Meratese

Un colpevole alla fine c’è: implicito, ma c’è. Il convitato di pietra, per usare un’immagine molieriana.

Se la giovane mamma residente nella Bergamasca si è vista “costretta” ad alterare le due lettere con le quali l’Ats competente l’aveva invitata a sottoporre la figlia a vaccinazione, è perché dalle istituzioni, nonostante le ripetute richieste di chiarimenti e accertamenti medici, non sia mai giunta una risposta.

La donna si sarebbe dunque trovata di fronte alla scelta di tutelare la salute della figlia e impedire un danno, garantendole nel contempo il diritto allo studio, nell’attesa di ricevere le risposte.

È la tesi di Arveno Fumagalli, l’avvocato difensore dell’imputata classe 1993, residente nel Meratese, assolta dall’accusa di falsità materiale commessa dal privato in atto pubblico.

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