Lecco, i ''pomm'' di San Nicolò
Solo un fruttivendolo li prepara

Ezio Brambilla e la moglie Maria Pia Giussani, con negozio in via Leonardo da Vinci, sono gli ultimi fruttivendoli cittadini che portano avanti la tradizione delle mele di San Nicolò.

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LECCO - Ezio Brambilla e la moglie Maria Pia Giussani, con negozio in via Leonardo da Vinci, sono gli ultimi fruttivendoli cittadini che portano avanti la tradizione delle mele di San Nicolò. I "pomm" rossi e farinosi decorati con barba e berrettino che hanno fatto la gioia di tante generazioni di bambini. La tradizione locale vuole che la mattina del 6 dicembre i bambini trovino sul comodino una mela vestita a festa per ricordare la storia del patrono. Era l'anno 1000 quando il borgo di Lecco, composto da pescatori e barcaioli, scelse San Nicola come patrono. Quel santo che aiutò tre bimbi poveri, così poveri da non avere nulla da mangiare. Nicola, diventato poi Nicolò, regalò una mela a ogni bambino, tutto ciò che possedeva. I tre "pomm" durante la notte si trasformarono in mele d'oro e salvarono la famiglia dalla fame e dalla povertà.

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