Madesimo: caduta fatale in montagna, morto un 50enne

L’incidente è avvenuto alle 13.30 a quasi 2400 metri di quota, nella zona del Passo Suretta, sopra il lago di Montespluga. Ancora da chiarire la dinamica dell’accaduto

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Madesimo

A poco meno di un mese dalla tragedia sul Tambò costata la vita ad un alpinista originario di Pianello del Lario, Marco Curti, 65 anni, un altro incidente mortale si è verificato ieri sul sentiero che porta al Pizzo Suretta, a 2200 metri di quota, sopra Montespluga, nel territorio comunale di Madesimo.

Vittima un alpinista di 50 anni, di Milano, che stava scendendo in comitiva dal Suretta e che, improvvisamente, in un tratto dove non è presente neppure un filo di neve e il sentiero, traverso rispetto al versante, è anche piuttosto largo, ha inciampato ed è scivolato di sotto compiendo una caduta di un centinaio di metri. È morto sul colpo sotto gli occhi degli amici che hanno subito chiesto aiuto attivando i soccorsi, nella speranza di poterlo ancora salvare. Erano le 13.34 quando è giunto l’allarme in centrale subito sul posto si sono diretti i militari del soccorso alpino della Guardia di finanza della stazione di Madesimo unitamente ai tecnici del Corpo nazionale del soccorso alpino della località. Mentre in volo si è levato EliSondrio. Nulla, tuttavia, si è potuto fare per sottrarre al triste destino l’alpinista, che i soccorritori gerenti la pratica relativa a questo incidente in montagna, i militari del Sagf di Madesimo, guidati dal maresciallo capo Alessia Guanella, anche se ieri, in Stazione, era operativo il brigadiere Paolo Paggi, hanno definito «attrezzati di tutto punto per affrontare un’escursione di questo tipo, anche dal punto di vista delle conoscenze alpinistiche», e tuttavia, l’imprevisto, come spesso accade, è dietro l’angolo anche per persone che conoscono bene la montagna. La salma dello sfortunato alpinista è stata quindi recuperata da EliSondrio e portata a valle a disposizione dell’autorità giudiziaria anche se, nel giro di pochissimo, il magistrato di turno in Procura a Sondrio, ha rilasciato il nulla osta alla sepoltura. Non verrà eseguita alcuna autopsia, né effettuata la ricognizione cadaverica essendo acclarato che la morte è intervenuta per precipitazione conseguente a un incidente alpinistico autonomo. Si trova ora presso la casa funeraria Paggi Folonaro di Nuova Olonio. Informati dei fatti anche i carabinieri di Campodolcino, competenti per territorio e che afferiscono al comando Compagnia di Chiavenna anche se, come sempre, in questi casi, a precedere è il Soccorso alpino della Guardia di Finanza.

E se la Valle Spluga è stata segnata da questo lutto in montagna, altri due interventi in quota si sono resi necessari anche in Valmalenco, per fatti di minore impatto per le persone coinvolte, ma entrambi dovuti a scariche di sassi. Il primo si è verificato alle 4.40 di ieri, all’alta quota di Lanzada, in prossimità delle Porta Roseg, fra il Pizzo Bernina e il Pizzo Roseg. Qui, ad essere travolto da una scarica di sassi è stato un alpinista di 24 anni di Torre di Santa Maria che stava effettuando un’escursione in quota. L’allarme è scattato in codice giallo, indice di media gravità, ma quando l’equipe di EliSondrio è giunta sul posto ha potuto constatare che si trattava di un politrauma fortunatamente lieve, per cui lo ha recuperato e portato in ospedale a Sondrio per accertamenti in codice verde. Attivati anche due militari del Sagf e due tecnici del Corpo nazionale del soccorso alpino della Valmalenco, pronti in piazzola, ma non operativi sul target. Alle 13.38, poi, altra scarica di sassi su un alpinista impegnato in alta quota nella zona del lago Pirola, sopra Chiareggio. Un distacco che lo ha investito parzialmente procurandogli la sub amputazione della falange del dito mignolo. E’ stato elitrasportato in codice giallo a Sondrio, mentre nessun danno per l’amico che era con lui. Di questi due episodi si sono occupati i militari del Sagf di Sondrio guidati dal luogotenente Christian Maioglio.

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