Migliora la qualità dell’aria in Lombardia. Ok Sondrio, male la Pianura Padana

I dati di Arpa Lombardia, elaborati da Legambiente, mostrano una situazione in miglioramento ma ancora a macchia di leopardo in Lombardia, con aree critiche e territori virtuosi.

Sondrio

Qualità dell’aria in miglioramento in Lombardia nel 2025, seppur con profonde diseguaglianze, e provincia di Sondrio che spicca in positivo.

È questa la fotografia che emerge dai dati dell’Arpa regionale elaborati da Legambiente nella fotografia di fine anno. Un quadro in cui Sondrio si conferma tra le province più virtuose, con livelli di Pm10 nettamente inferiori rispetto alla media regionale e soprattutto lontani dalle situazioni critiche che interessano la pianura.

Nel capoluogo valtellinese la concentrazione media annua di Pm10 nel 2025 si è attestata intorno ai 21 microgrammi per metro cubo, uno dei valori più bassi dell’intera Lombardia, anche se Lecco e Varese hanno fatto meglio. Ancora più significativo il dato sui giorni di superamento della soglia critica dei 50 microgrammi fissati come soglia: soltanto 13 episodi in tutto l’anno, decisamente al di sotto dei 35 consentiti dalla normativa europea e lontanissimi dai numeri registrati in molte altre realtà lombarde.

Un risultato che colloca Sondrio in una fascia di relativo benessere ambientale insieme ad altre città pedemontane come Varese, Lecco e Como, tutte caratterizzate da valori contenuti sia nelle medie annue sia nei picchi stagionali. Un andamento favorito dalla conformazione geografica, dalla minore pressione del traffico e dall’assenza di grandi concentrazioni industriali e zootecniche.

Decisamente diversa la situazione nella pianura lombarda, dove l’inquinamento da polveri sottili continua a rappresentare un’emergenza strutturale. Soresina, nel Cremonese, guida la classifica regionale con una concentrazione media di 37,6 microgrammi, seguita da Rezzato e Codogno. Proprio Soresina e Rezzato superano i 65 giorni di inquinamento acuto, un dato che evidenzia come il Pm10 non sia un problema solo urbano, ma riguardi in modo crescente i centri medio-piccoli e le aree a forte intensità di allevamenti.

Anche le grandi città – sottolinea Legambiente - restano sotto osservazione. Milano, pur migliorando nella media annua, registra ancora 66 giorni di superamento, soprattutto nelle zone a traffico intenso, confermando il peso determinante della motorizzazione privata. Cremona e Lodi, inoltre, mostrano valori medi superiori a quelli del capoluogo lombardo, a dimostrazione di una «geografia dell’inquinamento» che si è spostata fuori dalle metropoli.

Secondo Legambiente Lombardia, il dato positivo di territori come Sondrio dimostra che gli obiettivi europei al 2030 sono raggiungibili, ma richiedono politiche più incisive nelle aree critiche: riduzione del traffico, accelerazione sull’elettrificazione dei veicoli e interventi strutturali sul comparto zootecnico, responsabile delle emissioni di ammoniaca che favoriscono la formazione di polveri sottili.

Resta infine il tema del monitoraggio. L’associazione ambientalista sottolinea come la rete delle centraline Arpa, progettata negli anni Novanta, sia ancora troppo concentrata sui grandi centri urbani e non intercetti adeguatamente le nuove aree di criticità che sono emerse negli ultimi tempi. «Occorre non solo aggiornare la rete territoriale delle centraline – sottolinea Damiano Di Simine, responsabile scientifico di Legambiente Lombardia - così da produrre un quadro più fedele della situazione dell’aria, ma anche attivare un sistema di sensori per inquinanti atmosferici come metano ammoniaca che fungono da precursori chimici atmosferici nella formazione di polveri sottili in inverno e di ozono in estate».

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