«No a minacce, intimidazioni e violenze»

Amnesty lotta per la libertà di stampa

A Valmadrera testimonianze con Paolo Pobbiati, già presidente nazionale. La Lombardia al terzo posto tra le regioni con il maggior numero di giornalisti minacciati

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Valmadrera

«Quando un giornalista subisce minacce, intimidazioni e persino atti di violenza, incarcerazione, omicidio, la reazione generale, più o meno accentuata, è di indifferenza: come se la cosa riguardasse solo quella categoria e, sotto sotto, se la fossero cercata»: Paolo Pobbiati - già presidente nazionale di Amnesty International Italia – l’altra sera ha ribadito con forza, insieme a Chiara Zappa (giornalista di “Mondo e missione” e “Avvenire”) che «invece, l’intimidazione dei giornalisti lede un diritto di tutti i cittadini: quello all’informazione libera».

Il sentore generale non è stato smentito a Valmadrera, dove il dibattito (moderato da Chiara Vassena) verteva proprio sulla libertà, di stampa e di espressione, e sulla correttezza dell’informazione. Tra i relatori, Antonella Crippa - giornalista de “La Provincia di Lecco”, di recente fatta oggetto di minacce – ha portato la propria testimonianza:

La Lombardia – è emerso sempre dal dibattito – è al terzo posto tra le regioni col maggior numero di giornalisti minacciati; al primo c’è la Sicilia. . Pobbiati e la Vassena hanno insistito infine sul ruolo delle fake news, dei post online e degli slogan politici per alimentare «la piramide dell’odio sociale.

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