(Foto di gianatti)
Rana in tutte le salse
Sotto il tendone
una festa del palato
L’eventoLa sagra più attesa dell’estate a Pedemonte
ha fatto registrare il pienone, nonostante la pioggia
Ai fornelli e col vassoio in mano tanti volontari
Lettura 2 min.berbenno
Non erano rane autoctone, ma in padella sono state gustose lo stesso. Sono le “ospiti” (giunte dal pavese) della tredicesima “Sagra della Rana” organizzata da giovedì scorso a ieri dalla parrocchia di Pedemonte di Berbenno.
Quattro serate da leccarsi i baffi
Non solo sinfonie di posate, ma anche musica dal vivo, mercatini di arte e artigianato, truccabimbi, lotteria e... pioggia. Ma, con la struttura montata sul campo di calcio di Pedemonte, l’organizzazione se n’è fatta “un baffo” delle bizze del tempo. Dopo un inizio a base di pesce giovedì, son seguite tre serate con “menù a base di rane e non solo…”; per tutti i gusti insomma. «L’occasione della festa di San Bartolomeo, patrono della parrocchia – ha detto il parroco don Feliciano Rizzella – da 13 anni coincide con questa sagra che si mantiene grazie all’apporto di tanti volontari, giovani e adulti. I “pedemontini” una volta erano detti “maja-rani” perché qui era zona paludosa e piena di anfibi – ha poi ricordato - e questa sagra è un po’ recuperare l’identità locale, favorire occasioni di incontro, soprattutto le sere d’estate». Sotto la struttura c’è il pienone. Ragazze e ragazzi in maglietta con batrace sul davanti e scritta “staff” sulle spalle, “saltano” dalla cucina ai tavoli con vassoi zeppi di portate: risotto con le rane, guazzetto con polenta, arrosticini, spiedini (tutto a base di rana, naturalmente). Vino valtellinese, rosso o bianco, a seconda del gusto personale, anche se una data pietanza raccomanderebbe uno piuttosto dell’altro, ma: “de gustibus…”. Sono “importati” chiaramente, i batraci; tra l’altro sono belle carnose e quindi chi viene a Pedemonte … gradisce. Viene pure servita qualche alternativa, ma principe (anzi, principessa) è la rana. Lo chef in cucina, attorniato dai suoi aiutanti, impazza ai fornelli. Sotto il tendone una capienza di 400 posti, ma l’organizzazione riesce a gestire i turni (ed evitare sprechi) con le prenotazioni. Poi, qualche “non prenotato” non resta certo a digiuno. Ci sono un centinaio di “magliette staff” al lavoro, tutta Pedemonte e qualcuno pure di Berbenno, i volontari (Protezione Civile ai parcheggi). Romano Pedretta, uno degli “staff”, si distoglie un attimo dalle sue incombenze, ci offre una birra e illustra: «La sagra è proprio diventata un appuntamento tradizionale di fine agosto, qui da noi, con gente che arriva un po’ da tutta la Valle e anche dall’Alto Lago: venerdì sera c’è stata una bella compagnia che arrivava da Menaggio. La macchina organizzativa funziona bene (è oramai rodata), in poco tempo riusciamo a dare da mangiare a tanta gente e questo è molto apprezzato da chi aspetta a tavola. Non sempre lo spettacolo musicale ha potuto essere eseguito causa pioggia, però siamo contenti di come sono andate le cose: sotto la struttura, si è mangiato allegramente, in compagnia e all’asciutto. La finalità della sagra è creare un centro polifunzionale e ci stiamo riuscendo: abbiamo realizzato un campo di bocce sintetico, un campetto di calcio per i ragazzi, recupero di locali parrocchiali, altre iniziative ne abbiamo in cantiere, ma soprattutto la sera qui diventa il raduno della gente di Pedemonte e anche da Berbenno arrivano qui a giocare a bocce da noi».
Il mercatino
Anche un mercatino artigianale ha cercato di accogliere gli ospiti, pre e dopo pasto, una decina di banchetti: avrebbero dovuto essere molti di più. Ne parliamo con chi ha cercato di organizzare il tutto: Cinzia Bassi (di Pedemonte): «Premesso che il tempo non ha molto aiutato e parecchi espositori di via hanno “mollato”, abbiamo presentato prodotti artigianali, bamboline, cosmetici alla bava di lumaca, bigiotteria, prodotti col feltro… Quest’anno è andata così, peccato, ma andiamo avanti imperterriti». Festa grande comunque.
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