Spese pazze al Pirellone
I partiti non restituiscono i soldi

Sono stati condannati 15 mesi fa a restituire un milione di euro alla Regione. Ma i partiti lombardi fanno melina in attesa, forse, di un colpo di spugna

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Milano

Il milione di euro di rimborsi dei gruppi consiliari della Regione Lombardia che — secondo la Corte dei conti — andavano restituiti perché utilizzati per spese non regolari o non giustificate in modo adeguato, restano nel limbo. Una cosa è certa: per ora nessuno ha restituito una lira.

Spetterà al collegio dei revisori dei conti del Pirellone valutare se davvero i partiti dovranno ridare indietro i soldi oppure no. E allora, ecco la tempistica: 60 giorni ai presidenti dei gruppi per presentare una nuova relazione (che di fatto avevano già presentato ai giudici contabili, basterà un copia e incolla); e poi altri 60 giorni ai revisori per esaminare la questione e relazionare all’Ufficio di presidenza. Le cifre contestate nel maggio 2013 e relative all’anno precedente erano così suddivise: 597mila 525 euro della Lega Nord; poi 297mila 721 euro del Pdl; “medaglia di bronzo” per l’Udc con 48mila 886 euro; ancora, il Pd con 46mila 256 euro, l’Idv con 12mila 365, Sel con 10mila 308 e infine i Pensionati con 827 euro.

Le somme contestate erano riferite più che altro alle richieste di rimborsi sulle spese di viaggio e di ristorazione presentate da diversi consiglieri: spese già coperte dall’indennizzo forfettario e dalla diaria e che quindi gli eletti non avrebbero dovuto né richiedere e né ricevere. Subito dopo il pronunciamento della sezione lombarda della Corte è cominciata la guerra dei ricorsi e controricorsi. E qualcuno avanza il sospetto che lo scopo sia evidente:prendere tempo sperando che arrivi il colpo di spugna definitivo.

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