Cronaca / Valchiavenna
Sabato 05 Maggio 2018
Suore di Mese unite con le Guanelliane
«Una scelta sofferta»
Due istituti molto radicati nella comunità chiavennasca saranno riuniti alla luce delle scarse vocazioni.
Lettura 1 min.Suore di Mese e suore Guanelliane in cammino insieme. È arrivato ieri dal vescovo di Como Oscar Cantoni l’annuncio della fusione dell’Istituto delle Pie Figlie della Sacra Famiglia - quelle che molti conoscono come le suore di Mese, attive in vari comuni della Valchiavenna – con l’istituto delle Figlie di Santa Maria della Provvidenza, dette Guanelliane.
L’autorizzazione è stata concessa dalla Santa sede a marzo. «Si tratta di due istituti profondamente radicati nel tessuto e nella storia della nostra Chiesa locale, ai quali siamo in modi diversi, ma comunque debitori - spiega il vescovo Cantoni -. Suscitati dallo Spirito Santo nello stesso momento storico a partire da due fondatori, entrambi di origine valchiavennasca, don Primo Lucchinetti e san Luigi Guanella, differenti nei modi, ma animati dallo stesso amore per Dio e per la Chiesa, i due istituti che già erano accomunati da un analogo carisma e operavano in sintonia di intenti, ora si trovano a diventare una cosa sola». «Non si tratta quindi della soppressione dell’uno o dell’altro istituto, ma di una riunificazione a partire dal carisma proprio di entrambi».
Monsignor Cantoni rileva che si è di fronte a una scelta impegnativa e in parte anche sofferta: «che ovviamente nasce dalla scarsità delle vocazioni dell’istituto delle suore di Mese e dalla necessità di garantire alle religiose di poter vivere in maniera degna la loro consacrazione, anche in questi tempi nei quali l’Istituto è formato in prevalenza da religiose anziane». «Ma se fermassimo a questa lettura il nostro sguardo, sarebbe davvero riduttivo – aggiunge il vescovo -. Lo Spirito Santo ha progetti che vanno ben oltre i numeri e le strutture».
Tra le due realtà c’è da tempo un profondo legame, animato anche dal radicamento nel medesimo contesto storico e culturale di riferimento (a partire dalla Valchiavenna) e dalla comune attenzione ai piccoli e ai fragili, ad esempio gli anziani.
«Tra i due fondatori, don Primo Lucchinetti e san Luigi Guanella, era intercorsa una fitta corrispondenza fatta di consigli, interrogativi, aiuti reciproci – sottolineano dalle due congregazioni -. Più volte i due avevano valutato la possibilità di un mutuo soccorso: un obiettivo, potremmo dire con il senno del poi, concretizzatosi oggi». «Ne è scaturito un percorso di reciproca conoscenza che, tappa dopo tappa, ha condotto entrambe le congregazioni a considerare oltre che possibile, proficua una fusione», la considerazione.
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