Valmadrera. Allo sportello del cittadino

la fotografia di tante situazioni difficili

Il servizio istituito dal Comune ha erogato assistenza e servizi per 665 volte

I singoli utenti sono stati 354, l’affluenza degli stranieri ha raggiunto quasi un terzo del totale

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VALMADRERA

Tanti bisognosi, in fila allo “Sportello del cittadino”, recentemente istituito dal Comune proprio per dirigerli, tra aiuti sociali veri e propri e indicazioni su altri servizi, trovare lavoro oppure casa.

«Da gennaio 2019 al 16 dicembre – fa il punto il sindaco, Antonio Rusconi - gli accessi allo “Sportello” sono stati 665: il dato comprende sia le persone che hanno usufruito del servizio una sola volta, sia coloro che si sono ripresentati». I singoli utenti che si sono rivolti allo “Sportello” sono stati 354. I nuovi accessi – cioè, chi si è rivolto per la prima volta al servizio - sono stati 121 (il 34%); 74 persone erano già precedentemente in carico all’ufficio Servizi Sociali e si sono rivolte allo “Sportello” per pratiche o per richiedere colloqui alle assistenti sociali (il 21%).

«Si rileva, nella cifra totale – riprende Rusconi - un’importante differenza di genere: le donne rappresentano, infatti, il 57%». Inoltre, l’affluenza al servizio da parte della popolazione straniera è stata molto maggiore, rispetto a quella italiana, limitata al 32%. Sono numeri che comunque evidenziano fasce di persone in difficoltà che hanno bisogno di forme di assistenza di vario tipo.

«Analizzando e confrontando i numeri in base alla tipologia di utenza – aggiunge il sindaco - risulta predominante l’affluenza sia di famiglie con figli minorenni, sia di nuclei di soli adulti. I cittadini sopra i 65 anni costituiscono il 19,5%; gli adulti dai 18 anni ai 65 sono il 37%; i disabili, il 2%; le famiglie con minori, il 41,5%».

La situazione lavorativa conferma ciò che è facilmente intuibile, che cioè le persone con più problemi economici sono quelle o senza lavoro o con una situazione occupazionale precaria: «Nel 2019, la percentuale di persone disoccupate o inoccupate che si sono rivolte allo “Sportello” hanno rappresentato il 46%. I pensionati, che richiedono per la maggior parte servizi di tipo assistenziale domiciliare o i pasti, ma anche ascolto e supporto relazionale, risultano il 19,5%. Il 95 % delle persone che si sono rivolte allo “Sportello”, sia per la prima volta che per più accessi – dice Rusconi - è rimasto in carico al servizio per pratiche burocratiche, come i contributi regionali e gli assegni di maternità o al nucleo familiare, ma anche per quanto riguarda la ricerca del lavoro e richieste di sostegno attraverso i pacchi alimentari di Caritas e Croce Rossa. Il 5% degli accessi, invece, si è trasformato in una presa in carico, da parte del Servizio sociale».

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