Cultura e Spettacoli / Lecco e Sondrio
Giovedì 13 Giugno 2024
Velasco Vitali firma il manifesto della quinta edizione del Lecco Film Fest
Un inno visivo alla “Signora Libertà”
Lettura 1 min.E’ Velasco Vitali l’autore del manifesto ufficiale della quinta edizione del Lecco Film Fest. L’opera rappresenta con grande originalità il tema di quest’anno: “Signora libertà”.
Il Lecco Film Fest, realizzato da Fondazione Ente dello Spettacolo e promosso da Confindustria Lecco e Sondrio, è in programma dal 1 al 7 luglio e celebra il tema attraverso una selezione di film, dibattiti, incontri con i protagonisti del mondo del cinema.
Il titolo – ispirato a una celebre canzone del 1981 di Fabrizio De André, “Se ti tagliassero a pezzetti” – sottolinea la libertà vista come una “signora” che il festival intende celebrare, indagando alcuni fenomeni del cinema italiano e internazionale, fino all’attualità e al suo racconto attraverso i media e nel dialogo con altre forme d’arte.
Velasco Vitali ha creato un manifesto che va direttamente al cuore del tema “Signora libertà”. L’opera di Vitali è un inno visivo alla forza e alla bellezza della libertà. «Siamo grati a Velasco per aver rinnovato anche quest’anno la disponibilità a rappresentare il tema del festival, con la grazia e l’originalità che contraddistingue il suo sguardo – dichiara Angela D’Arrigo, curatrice del festival – La collaborazione con Velasco Vitali, artista di Bellano conosciuto in tutta Italia, è, inoltre, un altro modo per delineare l’identità del Lecco Film Fest, nel quale il legame con il territorio e la dimensione nazionale e internazionale convivono, arricchendosi vicendevolmente».
Velasco da parte sua, spiega come ha affrontato questa sfida: «La libertà è lo spazio che mettiamo tra noi e il mondo. Se ciò che sta sotto i nostri piedi non è terra ma acqua, possiamo essere certi che le nostre convinzioni e idee hanno la stessa inconsistenza dello strato liquido su cui stiamo per appoggiarci. Un asino che vola sopra una distesa d’acqua, sia essa lago o mare, rappresenta un evidente paradosso: nella quotidianità, è un fatto incontrovertibile che un asino non vola e nemmeno cammina nel vuoto. Tuttavia, immaginando qualcosa di nuovo, possiamo concepire un’idea rivoluzionaria del mondo invitando l’asino a passeggiare, che è già qualcosa di fantastico. Se poi l’animale si avvia verso il vuoto con inalterato galoppo, senza trattenerlo, anche l’immagine ne guadagna in leggerezza e libertà. “Miracolo a Milano” (per restare in ambito cinematografico) è proprio questo: la vera libertà consiste nell’abbracciare il pensiero che sta sopra di noi, senza preoccuparci di ciò che sta sotto. Che sia la dura metropoli o il soffice mare, poco importa; liquido, comunque, è meglio. Anche le idee, se immerse nell’acqua, appaiono più fluide».
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