Italia e altri 9 Stati Ue per un Ets che "Non penalizzi l'industria europea"

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BRUXELLES - Una riforma "pragmatica ed equa" per rendere l'Ets uno strumento di politica industriale europea, in grado di coniugare "decarbonizzazione, competitività e sicurezza economica". A chiederlo, in un testo visionato dall'ANSA, è un blocco di dieci Paesi, guidato da Italia e Polonia. La revisione del sistema di scambio quote dell'Ue è attesa questo venerdì. Per i firmatari - che sulla carta formano una minoranza di blocco in seno al Consiglio Ue - centrale dovrà essere "una revisione radicale" dei parametri di riferimento con cui si assegnano le quote gratuite per tutelare "la competitività" dell'industria europea. 

L’imminente riforma del sistema di scambio quote dell’Ue "rappresenta un’importante opportunità per adeguarsi alle sfide che l’industria europea e il settore della produzione di energia elettrica devono affrontare", si legge nella dichiarazione congiunta sostenuta - oltre che da Roma e Varsavia - anche da Bulgaria, Cipro, Repubblica Ceca, Estonia, Grecia, Ungheria, Romania e Slovacchia.        

I dieci Paesi sottolineano l’importanza di prolungare oltre l’attuale scadenza del 2039 l’azzeramento delle emissioni nel sistema e di rivedere "rapidamente" la metodologia dei parametri di riferimento, sia dei benchmark cosiddetti 'di riserva' (fallback benchmarks) per aumentare le assegnazioni gratuite alle industrie sia di quelli generali in modo che "riflettano meglio le realtà tecnologiche e industriali". I firmatari spingono per introdurre una "condizionalità basata su incentivi legata agli investimenti" per le quote gratuite aggiuntive. Imperativo inoltre sospendere la graduale eliminazione dei permessi CO2 gratuiti per le industrie coperte dal Cbam (cemento, ferro e acciaio, alluminio, fertilizzanti, elettricità e idrogeno), attualmente prevista per il 2034.        

La revisione dovrebbe inoltre "tenere debitamente conto della competitività del sistema portuale europeo". Infine, i firmatari sollecitano una "riflessione attenta" sull'Ets2, il nuovo mercato del carbonio che dal 2028 si applicherà a trasporti su strada ed edifici. "I cittadini europei non dovrebbero trovarsi a dover far fronte a nuove tasse climatiche nelle attuali circostanze economiche e geopolitiche", conclude la dichiarazione.
   

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