Europa
Giovedì 23 Luglio 2026
Onu: "Missioni Ue o di Italia-Francia in Libano sono complementari alla nostra"
BRUXELLES - "C'è una complementarità molto probabile" tra una eventuale missione Ue o anche tra l'iniziativa franco-italiana e una possibile futura missione delle Nazioni Unite in Libano. Ad affermarlo in un incontro con alcune testate europee, tra le quali l'ANSA, è stato Jean-Pierre Lacroix, sottosegretario generale dell'Onu per le operazioni di peacekeeping. Lacroix è stato a Bruxelles per alcuni incontri - incentrati sul Libano ma anche sulla Repubblica Democratica del Congo - con il Servizio di Azione Esterna dell'Ue.
L'obiettivo della visita di Lacroix a Bruxelles è stato innanzitutto cosa ha in mente l'Ue: "sta esaminando diverse opzioni. Da quanto ho capito, si tratta di un sostegno sia alle Forze armate libanesi sia alla polizia libanese, che mi sembra peraltro essere stata menzionata in modo molto chiaro. Se si tratta di un sostegno alla formazione, a quello che viene definito capacity building, mi sembra una misura sia necessaria sia auspicabile". Sull'iniziativa di Roma e Parigi "abbiamo visto l'annuncio nel corso del vertice franco-italiano, ma non ne sappiamo ancora i contenuti", ha spiegato il sottosegretario al Palazzo di Vetro ribadendo in ogni caso come le due iniziative sarebbero comunque "complementari" a quella dell'Onu.
Secondo Lacroix in vista della scadenza della missione Unifil, per una presenza di una forza di peacekeeping delle Nazioni Unite ci sono "tre opzioni", a seconda del perimetro numerico della forza in questione. L'obiettivo, invece, su richiesta degli stessi libanesi, resterebbe sostanzialmente quello di "osservazione, monitoraggio e reporting" di quanto avviene nel Sud del Paese. Dove, ha ricordato Lacroix, ci sono due eserciti presenti al momento: quello libanese e quello israeliano. Tutto dipenderà da "cosa deciderà il Consiglio di sicurezza", ha precisato il diplomatico francese, osservando come "prima di decide e meglio è. Perché si ha più tempo per organizzazione" la nuova missione. Anche perché - ha precisato - in ogni caso "non sarà un Unifil dopo l'Unifil". I libanesi "vogliono sul territorio una presenza neutrale e imparziale, sempre sulla base della risoluzione 1701", ha ancora aggiunto.
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