Tajani: "Su Regeni impegno ad andare avanti, non strumentalizzare"

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BRUXELLES - "Io non sono cauto. Io ho detto quello che è il contorno della sentenza. Bisogna andare avanti con grande serietà, abbiamo sempre insistito con le autorità egiziane affinché collaborassero. Con lo stesso impegno, la stessa discrezione, che non devono essere sbandierati, abbiamo fatto uscire dall'Egitto Patrick Zaky e stiamo lavorando per portare a casa Nessy Guerra e sua figlia. Senza clamore e senza propaganda". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo ai cronisti sul caso Regeni. "Noi vogliamo che si vada avanti", ha insistito Tajani, secondo il quale "non si deve strumentalizzare" quanto avvenuto. 

"Noi siamo determinatissimi, stiamo dalla parte della vittima, cioè dalla parte di Regeni, dalla parte della famiglia. Vogliamo che i colpevoli siano individuati. Ho detto soltanto che la sentenza di ieri non ha individuato gli assassini, ci ha detto soltanto chi sono coloro che hanno sequestrato Regeni. Noi vogliamo che si vada avanti. Lo Stato si è costituito, il governo si è costituito parte civile, quindi non abbiamo cambiato idea, andiamo avanti. Quando si tratta di essere cauti o non cauti. C'è stata una sentenza che non ho fatto io, non ero membro della giuria. La giuria ha condannato 3 persone per il sequestro, non li ha condannati per l'omicidio, addirittura una l'ha assolta. Ecco, io vorrei che si potesse andare avanti e sapere chi sono gli assassini di Regeni. E purtroppo è la sentenza, non l'ho fatta io", ha ancora sottolineato Tajani, insistendo: "Dirò sempre le stesse cose, quella che è la verità, come ho sempre detto. Però strumentalizzare alcune cose non mi pare che sia molto corretto".

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