Civo contro lo spaccio nei boschi: «Usate l’applicazione YouPol»

Il sindaco invita i cittadini a segnalare movimenti sospetti e strane presenze

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Contro lo spaccio, anche le piccole cose possono fare la differenza. L’amministrazione comunale rilancia contro il fenomeno denunciato nelle scorse settimane e invita la cittadinanza a fare la propria parte. «Lo spaccio nei boschi non può diventare qualcosa a cui ci si abitua, non è una cosa tollerabile e con cui convivere. Non possiamo considerare normale vedere automobili fermarsi ripetutamente negli stessi punti, persone entrare e uscire dal bosco, movimenti insoliti lungo le nostre strade o bivacchi nascosti nella vegetazione e pensare che il problema riguardi qualcun altro.

Il contrasto a queste attività illecite compete alle forze dell’ordine, ma un territorio può fare moltissimo per impedire che questo fenomeno trovi condizioni favorevoli per radicarsi» - sottolinea il sindaco, Emilio Guareschi. Gli strumenti presentati dal Comune sono molto concreti, in progetto ci sono il potenziamento della videosorveglianza e l’inserimento di fototrappole in punti strategici, maggiore controllo degli accessi, pulizia della vegetazione, recupero e frequentazione dei sentieri, maggiore illuminazione e soprattutto segnalazioni precise e tempestive alle autorità di sicurezza. E anche la tecnologia riveste un ruolo di primo piano, così come suggerisce il primo cittadino: «Il nostro invito riguarda YouPol che è l’applicazione ufficiale della Polizia di stato. Essa consente di inviare segnalazioni, anche in forma anonima, riguardanti anche episodi di spaccio e trasmettere informazioni, immagini e indicazioni utili sul luogo interessato. Per questo sollecitiamo i cittadini a scaricarla, installarla e conoscerne il funzionamento, ancor prima che si presenti la necessità di utilizzarla. Non serve fare investigazioni, ma osservare e segnalare.» Davanti a una situazione di pericolo o che richiede un intervento immediato, il riferimento rimane il numero unico di emergenza 112. Segnalare non significa intervenire, per questo «non chiediamo a nessuno di seguire persone o automobili, avvicinarsi a soggetti sospetti, entrare nei boschi alla ricerca di bivacchi o affrontare direttamente qualcuno. Siamo però convinti dell’importanza di un’intera comunità che presta attenzione, segnala correttamente ciò che vede e utilizza gli strumenti messi a disposizione. In questo modo chi cerca di utilizzare i nostri boschi e le nostre strade per attività illegali, diventa molto più difficile sentirsi invisibile» - concludono dall’amministrazione. E.Piv.

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