Livigno piange De Monti

È stato il papà del telemark

Dolore per la scomparsa di “Icaro”, morto sulle montagne di Belluno

L’alpinista friulano, di casa nel Piccolo Tibet, era un pilastro della Skieda

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Livigno

Livigno piange la guida alpina, Corrado “Icaro” De Monti, il papà del telemark freeride.Cinquantadue anni, triestino, è stato lui nel 1997 a far scoprire ai giovani del posto questa nuova concezione dello sci, divertendosi fra i boschi, piegando sugli sci e ammirando la natura. È morto lunedì mentre stava accompagnando un cliente in un’escursione sulle montagne sopra Belluno in zona Torre Jolanda. Stava effettuando la cosiddetta messa in sicurezza, quando è precipitato per 50 metri. Nonostante l’amico abbia immediatamente chiamato i soccorsi, per “Icaro”, come tutti lo chiamavano affettuosamente, non c’era più niente da fare.

La notizia della tragedia ha creato parecchio dolore a Livigno visto che “Icaro” era uno dei pilastri della Skieda , il festival del telemark - lo sci a tallone libero - giunto alla ventesima edizione che ogni anno si svolge ad aprile a Livigno. «Dalla terza edizione della nostra manifestazione c’è sempre stato - ricorda il presidente del Telemark Livigno, Fausto Bormolini -. “Icaro” curava l’organizzazione delle escursioni fuori pista. Era un professionista molto meticoloso e prudente. La disgrazia è davvero inspiegabile perché è avvenuta mentre stava facendo sicurezza su un terzo grado, che è semplice, è davvero incomprensibile quello che è successo».

Per i ragazzini di Livigno è stato il maestro del telemark free ride con escursioni e bivacchi notturni. «Un bel modo spensierato di intendere lo sci per i ragazzini che erano reduci dalla pressione di mesi di impegni agonistici. La morte di “Icaro” li ha profondamente colpiti».

La data dei funerali della guida alpina triestina,un autentico giramondo non è ancora stata decisa, ma da Livigno i ragazzi del telemark lo raggiungeranno per dargli l’ultimo saluto.

«Tanto era serio sul lavoro tanto gli piaceva divertirsi e sapeva trascinare i ragazzi - ricorda Bormolini -. Era presente anche nell’ultima edizione della Skieda lo scorso mese di aprile. Anche qualche anno fa era caduto, ma si era ripreso senza danni. Perdiamo un amico di Livigno».

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