Cronaca
Giovedì 10 Settembre 2026
Mandello, Carcano: il rilancio passa da 50 milioni, ma lo stabilimento rischia il ridimensionamento
Al tavolo del Mimit l’azienda annuncia investimenti su tutti i siti, ma per Mandello prevede riorganizzazione, ammortizzatori sociali, pensionamenti e trasferimenti. I sindacati chiedono un nuovo confronto e maggiori dettagli sul piano industriale.
Lettura 2 min.Mandello
Il futuro dello stabilimento Carcano di Mandello resta al centro della vertenza industriale. L’incontro di giovedì al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, al quale hanno partecipato organizzazioni sindacali nazionali e territoriali, azienda e struttura ministeriale per le crisi d’impresa, ha portato sul tavolo alcuni elementi del piano di rilancio del gruppo dopo il cambio di proprietà, ma anche un annuncio che preoccupa fortemente i lavoratori: il sito lecchese non sarebbe destinato a essere utilizzato nella sua interezza.
L’azienda ha illustrato soltanto per grandi linee il progetto industriale, che prevede investimenti complessivi per 50 milioni di euro sui siti del gruppo con l’obiettivo di migliorare produttività, efficienza e qualità. Un investimento che, nelle intenzioni della proprietà, dovrebbe accompagnare una nuova fase di sviluppo.
Ma proprio sul fronte di Mandello è arrivato l’elemento di maggiore preoccupazione. Lo stabilimento sarà interessato, secondo quanto riferito nell’incontro, da una «riorganizzazione attraverso utilizzo di ammortizzatori sociali straordinari, pensionamenti e trasferimenti in altra sede».
Un passaggio che i sindacati considerano particolarmente delicato, anche perché arriva dopo mesi di difficoltà produttiva. Già nel confronto convocato dal Mimit lo scorso marzo, infatti, le organizzazioni sindacali avevano segnalato venti mesi consecutivi di utilizzo della cassa integrazione nei siti converting, chiedendo garanzie sulla tenuta industriale e occupazionale. Il Ministero aveva quindi chiesto all’azienda un aggiornamento sul piano industriale, con particolare riferimento al mantenimento dei siti produttivi e alla tutela dei livelli occupazionali.
Carcano conta complessivamente oltre 500 lavoratori nei tre stabilimenti di Mandello del Lario, Delebio e Andalo Valtellino, con un peso significativo per l’economia delle province di Lecco e Sondrio. Il sito di Mandello è dedicato al converting e occupa un’area di circa 47.300 metri quadrati; l’azienda indica una capacità produttiva complessiva di 16mila tonnellate per la propria converting business unit.
La situazione va letta anche alla luce del recente cambio di proprietà. Il 25 febbraio il gruppo Xiashun, realtà privata con sede a Hong Kong specializzata nella lavorazione dell’alluminio, ha completato l’acquisizione della maggioranza di Carcano. L’operazione era stata presentata dalla stessa azienda come l’inizio di una nuova fase industriale, fondata su sinergie, innovazione tecnologica, sviluppo di nuovi prodotti e maggiore presenza sui mercati internazionali.
È proprio questa prospettiva di rilancio che ora i sindacati chiedono di tradurre in un piano concreto per i lavoratori. Gli investimenti annunciati vengono considerati un elemento potenzialmente positivo, ma secondo le organizzazioni sindacali mancano ancora informazioni fondamentali sulle modalità con cui saranno distribuiti e, soprattutto, sull’impatto della riorganizzazione di Mandello.
«Avremmo voluto registrare aspetti positivi di rilancio», sottolineano i sindacati, evidenziando però che l’annuncio sulla riduzione dell’utilizzo del sito e sul ricorso ad ammortizzatori, pensionamenti e trasferimenti rischia di creare forte agitazione tra i lavoratori e, nel futuro, di compromettere la stessa prospettiva industriale dello stabilimento.
La discussione, proprio per l’assenza di dettagli, si è quindi di fatto fermata. I sindacati hanno chiesto un nuovo confronto entro il prossimo mercoledì in sede locale e una successiva riconvocazione al Ministero nel più breve tempo possibile. Anche il Mimit ha sollecitato l’azienda a presentare un piano industriale chiaro e dettagliato.
Nei prossimi giorni saranno organizzate le assemblee con i lavoratori nei diversi siti del gruppo. Sarà quello il primo passaggio per capire quale sia la reale portata della riorganizzazione annunciata e quali conseguenze possa avere sull’occupazione e sul futuro dello stabilimento di Mandello.
Il prossimo appuntamento ministeriale già fissato nel percorso della vertenza è quello del 6 ottobre, quando il Mimit aveva chiesto all’azienda di fornire un aggiornamento sul piano industriale, con particolare attenzione proprio al mantenimento dei siti produttivi e alla tutela dei livelli occupazionali.
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