Centri diving, multe per 90mila euro nel Nord Italia

Controlli della Guardia di finanza in 20 centri di immersione tra laghi e fiumi del Nord Italia: nove strutture sono risultate irregolari e sono state sanzionate per complessivi 90mila euro

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Controlli della Guardia di finanza sui centri di immersione del Nord Italia: nove strutture sono risultate irregolari e sono state sanzionate per un importo complessivo di circa 90mila euro.

I militari del Servizio Navale del Reparto Operativo Aeronavale di Como hanno effettuato verifiche in 20 centri di immersione attivi sui laghi Maggiore, Lugano, Como, d’Orta, d’Iseo e di Garda e lungo alcuni tratti dei fiumi Mincio e Po. L’attività era finalizzata anche a verificare il rispetto delle nuove disposizioni introdotte dalla legge del 7 maggio 2026 sulla disciplina dell’attività subacquea a scopo ricreativo.

Le principali irregolarità riscontrate hanno riguardato la mancata manutenzione di attrezzature ed equipaggiamenti, l’assenza di dotazioni di primo soccorso, la mancata iscrizione al registro delle imprese e l’assenza dei titoli abilitativi richiesti per svolgere la professione di istruttore subacqueo.

La nuova normativa stabilisce inoltre precisi requisiti per centri e professionisti, tra cui attrezzature conformi, coperture assicurative, certificazioni per istruttori e guide e la tenuta di un registro delle immersioni. Previsto anche un limite massimo di sei subacquei per ogni istruttore o guida.

I controlli, spiega la Guardia di finanza, rientrano nelle attività svolte per la tutela dell’economia legale e della sicurezza di chi frequenta per motivi ricreativi i bacini lacuali e fluviali del Nord Italia.

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