Cronaca
Venerdì 25 Settembre 2026
SS36, lavori fermi e allagamenti: il caso arriva in Parlamento
Il senatore lecchese Tino Magni (AVS) ha depositato un’interrogazione a risposta scritta sui problemi della SS36, dai ritardi del lotto Giussano-Civate, fermo al 13%, alle criticità idrogeologiche e agli allagamenti nel tratto Suello-Civate. Nel mirino anche la sicurezza della galleria Monte Piazzo
Lettura meno di un minuto.I recenti problemi della statale 36, soprattutto per quanto riguarda allagamenti e dissesto idrogeologico, arrivano in Parlamento. Negli scorsi giorni Tino Magni, senatore lecchese di Alleanza Verdi – Sinistra ha depositato a palazzo Madama un’interrogazione a risposta scritta rivolta ai ministri delle infrastrutture e dell’ambiente. Con questo testo l’esponente di Avs chiede di sapere tra l’altro: «quali siano le cause specifiche dei gravi ritardi nei lavori del lotto Giussano-Civate», al momento fermi al 13%; «se ANAS e le autorità competenti abbiano avviato o intendano avviare uno studio di fattibilità per una soluzione progettuale definitiva sulla galleria Monte Piazzo, tesa ad aggirare l’area franosa e a garantire la sicurezza strutturale a lungo termine del collegamento con la Valtellina»; «quali interventi urgenti di adeguamento idraulico e di manutenzione dei sistemi di drenaggio si intendano a attuare nel tratto Suello-Civate per scongiurare nuovi blocchi della circolazione in caso di forte maltempo».«La ss36 è la spina dorsale della mobilità lecchese, - osserva la segreteria provinciale di Avs - ma oggi si presenta come una catena di criticità mai risolte. Non possiamo accettare che ad ogni pioggia più intensa il nostro territorio rimanga paralizzato e isolato, né che opere finanziate con decine di milioni di euro per le Olimpiadi restino incagliate nella burocrazia con percentuali di avanzamento ridicole. La gestione della ss36 deve uscire dalla perenne logica dell’emergenza. Servono responsabilità, cronoprogrammi certi da parte di Anas e del Governo e, soprattutto, una visione d’insieme che metta al centro la sicurezza idraulica, la transizione ecologica e una mobilità davvero sostenibile».
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