La Valletta Brianza, resta aperto il caso dei 400mila euro per la Bernaga

L’ex sindaco Peter Sironi: «Fino a maggio 2026 non è arrivato alcun progetto». Il nuovo primo cittadino Alberto Valli prende tempo: «Valuteremo solo quando avremo il progetto di ricostruzione».

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La Valletta Brianza

«I fondi per la sistemazione del monastero della Bernaga non sono stati stanziati semplicemente perché, fintanto che guidavamo il Comune, non è arrivato alcun progetto». Peter Sironi, ex sindaco di La Valletta Brianza durante la passata amministrazione, chiarisce il motivo per cui, ad oggi, nonostante le promesse dell’ex primo cittadino Marco Panzeri, il Comune non abbia stanziato 400 mila euro. «L’intenzione - continua - c’era. Nel novembre 2025, propio per questo motivo, abbiamo modificato il regolamento del fondo di Comunità. Abbiamo alzato il tetto massimo finanziabile di un progetto dagli iniziali 150 mila a 400 mila euro. È rimasto invece invariato il tasso massimo di copertura fino al 50% dei costi». Tuttavia, nonostante dichiarazioni e promessa, alle parole non sono seguiti i fatti. «Non abbiamo potuto erogare i fondi - continua Sironi - semplicemente perché in municipio, fino al maggio 2026, non è arrivato alcun progetto. Diversamente, a fronte della presentazione di un progetto con un preciso quadro economico e con tutta la documentazione necessaria, avremmo senz’altro provveduto».

Oggi, tuttavia, la volontà dell’amministrazione del sindaco Panzeri, che aveva portato alla modifica del regolamento e alla pubblica dichiarazione nel corso della conferenza stampa di presentazione della raccolta fondi lanciata dalla Fondazione comunitaria del Lecchese, rischia di non tradursi in nulla di concreto. Il nuovo sindaco Alberto Valli non nasconde le sue perplessità e osserva come, a suo modo di vedere, «la precedente amministrazione ha fatto una fuga in avanti», poiché il monastero è, nei fatti, un bene privato. «Probabilmente - prosegue - avere scelto il canale del fondo di Comunità per erogare i 400 mila euro potrebbe anche tenere» ma ammette di essersi «confrontato con il presidente del fondo, Mauro Brivio, interrogandomi sull’opportunità di uno stanziamento così grande».

Valli fa anche notare che il regolamento specifica le finalità delle iniziative finanziabili dal fondo. Tra queste, alla lettera “e”, c’è quella di «tutela e promozione delle cose d’interesse storico e artistico». Che non coincidono né con la messa in sicurezza dell’immobile né con la ricostruzione dello stesso. Ma non è ancora tutto. «Se il progetto di ricostruzione del monastero costasse 10 milioni - butta lì il sindaco - che cosa otterrebbe il Comune erogando i 400 mila euro? Voglio dire che un conto è se si ottiene un risultato preciso e un altro, invece, se si erogano soldi per un progetto molto più ampio». Fatte tutte queste precisazioni, comunque, assicura che, fino ad ora, la sua amministrazione non ha preso alcuna decisione sul da farsi semplicemente perché, ad oggi, non ha gli elementi per farlo. «Attualmente in municipio non è arrivato alcun progetto di ricostruzione o restauro. Arriverà ma penso ci vorranno ancora mesi. Probabilmente, occorrerà attendere l’anno prossimo. Solo in quel momento, valuteremo il progetto e decideremo che cosa fare».

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