225 scalini con la “brenta” in spalla

225 scalini di corsa portando in spalla una brenta, tradizionale contenitore un tempo utilizzato per il trasporto dell’uva e del vino, da 15 kg. A Sondrio è tornata la Brentathlon

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Sondrio

Quindici chili sulle spalle, 225 scalini da affrontare e un nuovo record da festeggiare: 37 secondi e sei decimi. È stato Rocco Baldini il concorrente più veloce sulla scalinata Ligari, dove sabato è tornata, dopo alcuni anni di assenza, la Brentathlon, la manifestazione goliardica che mette alla prova lo spirito e, soprattutto, le gambe dei vendemmiatori valtellinesi, veri o improvvisati.

Sport. divertimento e tradizione

Una sfida breve ma durissima, un appuntamento capace di unire sport, divertimento e tradizione. I partecipanti devono infatti risalire la storica scalinata portando sulle spalle una brenta del peso di quindici chili, il tradizionale contenitore che un tempo veniva utilizzato per trasportare l’uva e il vino lungo i terrazzamenti.

Circa cinquanta i concorrenti che hanno preso parte alla competizione in una giornata in cui al campo rugby andava in scena “A tutto sport”. La gara è iniziata alle 17,30 da piazza Cavour con la partenza del primo atleta, l’“uomo in rosa” di Scarpatetti. La manifestazione è poi proseguita fino a sera, accompagnata dall’incitamento del pubblico e da un clima di festa.

Uno dopo l’altro, gli atleti hanno affrontato la faticosa salita, seguita da una discesa decisamente più rilassante. Al termine della prova un bicchiere di birra o di vino per rinfrancarsi.

Piazza Cavour si era animata già durante la mattinata grazie alle attività dedicate ai più piccoli e ai disegni realizzati dai bambini.

Alla Brentathlon hanno partecipato uomini, donne e squadre, con concorrenti esperti e semplici appassionati accomunati dalla voglia di mettersi alla prova e di trascorrere qualche ora in compagnia. Presente anche l’azienda vinicola La Trama della famiglia Beltrama, che ha schierato due formazioni nella competizione valida per il “Palio del vino”.

La vittoria assoluta è andata a Rocco Baldini con il tempo di 37 secondi e sei decimi. Una prestazione di grande forza e rapidità. Tra le donne si è imposta Greta Ferrari, capace di completare la salita in poco meno di un minuto e 17 secondi. Nella prova a squadre, invece, il successo è andato a TerraVino: Maicol Formolli, Jacopo Della Moretta e Giuli Profili hanno concluso le rispettive frazioni con un tempo complessivo di tre minuti e sette secondi.

Una lunga tavolata

Non si sono sottratti alla sfida neppure Daniele Pirola, presidente dell’Associazione culturale Scarpatetti, e la vicepresidente Marta Scherini. L’associazione ha curato l’organizzazione dell’evento, inserito nel fine settimana dedicato alla Madonna dell’uva, una ricorrenza particolarmente sentita nel quartiere e legata alla storia agricola e popolare della città.

Se la Brentathlon ha aperto il weekend all’insegna dell’atletismo, della fatica e dell’ironia, la giornata di domenica ha avuto il suo momento centrale nel grande pranzo all’aperto organizzato tra piazza Quadrivio e il museo. Una lunga tavolata da 150 posti ha accolto cittadini e visitatori, che hanno potuto gustare i pizzoccheri preparati da La Corte in Fiore. Un’occasione conviviale che ha riportato nelle vie del quartiere il piacere dello stare insieme e della condivisione.

Il fine settimana si è concluso alle 20,30 con la recita del rosario davanti alla cappelletta di Scarpatetti dedicata proprio alla Madonna dell’uva. Archiviata con soddisfazione l’edizione 2026, l’appuntamento con la Brentathlon - e, perché no, anche con la pizzoccherata - è già fissato per il prossimo anno. «Siamo soddisfatti - commenta Marta Scherini –. L’organizzazione è stata faticosa, ma abbiamo raggiunto ottimi numeri. È una festa di quartiere interessante, capace di rileggere in chiave moderna la cultura e le tradizioni di un tempo legate all’uva. Grazie a queste iniziative la città diventa più viva e riesce a farsi conoscere sotto aspetti nuovi e interessanti. Siamo felici di continuare a portare avanti questa tradizione, facendola dialogare con la contemporaneità».

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