Addio Peppino, niente Champagne

Lutto Di Capri è morto a 87 anni, dopo una malattia. Un cantante che ha segnato un’epoca in Italia e all’estero I grandi successi, l’innovazione della sua musica, il curioso motivo del suo nome d’arte, l’esperienza a Sanremo

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È il 24 giugno del 1965. Il pubblico del Velodromo Vigorelli di Milano attende spasmodicamente il grande momento. Salgono sul palco prima i New Dada, poi i Giovani Giovani, Guidone e gli Amici, Fausto Leali e i sui Novelty e, finalmente... Peppino Di Capri e i suoi Rockers. Sì, prima dei Beatles, nell’unica tournée italiana dei Fab Four, si esibiva proprio il grande interprete di “Nun è peccato”, “Malatia”, “Luna caprese”, “San Tropez twist”, “Roberta” e tante altre hit. Anzi, correva voce che l’impresario Leo Wätcher avesse ingaggiato il complesso campano appositamente, per fare da traino alle vendite dei biglietti.

Famoso

Sui manifesti d’epoca, a maggior riprova, il nome di Peppino Di Capri appare secondo, certo, ma non meno in evidenza di quello della band di Liverpool. Aveva solo 25 anni, ma era ormai un performer consumatissimo: intuendo che sarebbe stato inutile rivaleggiare con l’attrazione principale, propose dei brani minori - “La lunga strada”, “Melancolie”, “Ieri” e “Che figura” - salutato con un’ovazione. Pochissimo rock, nonostante “i suoi Rockers” fossero un quartetto che, nel genere, sapeva farsi valere.

In tutti i generi: il chitarrista Mario Cenci, il sassofonista Gabriele Varano, il bassista Pino Amenta e il batterista Ettore “Bebè” Falconieri sapevano suonare qualsiasi cosa. Rock, ma anche ballate “da mattonella”, rumbe, mambi, beguine, fox trot e quando Chubby Checker lanciò una nuova moda con “Let’s twist again” la fecero subito loro. Giuseppe Faiella, nato a Capri nel 1939, non aveva mai fatto altro: si era esibito per la prima volta davanti a un pubblico a soli 4 anni. Aveva imparato a strimpellare il pianoforte di casa a orecchio, lo stesso con cui ascoltava i dischi del babbo, che li vendeva nel suo negozio.

Agli studi musicali seri, seguì la nascita del Duo Caprese, assieme a “Bebè”, amico già da allora. Reclutati gli altri, divennero i Capri Boys. Si esibivano nelle balere per un pubblico fatto di napoletani, villeggianti italiani e stranieri e militari americani. Ecco spiegato l’eclettismo del repertorio che poteva balzare da un’appassionata versione di “Piove” di Modugno a “Don’t play that song” di Ben E. King, dal tradizionale anglosassone “Danny Boy” all’intramontabile “Parlami d’amore Mariù”.

Però i Rockers erano proprio bravi a fare rock: assieme a Little Tony e Adriano Celentano, quello di Peppino Di Capri era un nome di punta del genere, in Italia. Quel nome d’arte era stato trovato velocemente dal chitarrista Cenci: “Come ti chiamano tutti”? “Peppino”! “Do dove sei”? “Di Capri”! Ecco fatto. Dal 1958 a tutto il 1965, l’anno dei concerti con i Beatles, Peppino abitava sul palco mentre i suoi dischi dimoravano in vetta alle classifiche. Dopo l’exploit con gli inglesi, incise una sua versione di “Girl”, ma il vento stava cambiando e per quella musica “da night” sembrava non ci fosse più spazio. Per rilanciarsi, nel 1967, con il gruppo ormai disciolto, concorse al Festival di Sanremo con “Dedicato all’amore”. Fu la prima di quindici partecipazioni, con due vittorie: nel 1972 con “Un grande amore e niente più” e nel 1976 con “Non lo faccio più”.

Evergreen

In mezzo, nel 1973, si colloca quelli che gli americani chiamerebbero la sua “signature song”: “Champagne” si impose non solo in Italia, ma in tutto il mondo, un “evergreen” immediato entrato nel repertorio di tutte le orchestre. Così Peppino Di Capri è diventato un simbolo della musica italiana e un’istituzione (nel 2005 è diventato Commendatore, grazie al Presidente Ciampi). Nel 2023 Amadeus e Gianni Morandi lo avevano accolto sul palco dell’Ariston per il premio alla carriera, due anni dopo gli sono state conferite le chiavi della città di Capri e, sempre nel 2025, la Rai ha prodotto e trasmesso il film “Champagne”, diretto da Cinzia Th Torrini.

Lui ne aveva curato le musiche assieme Edoardo, uno dei due figli avuti dalla seconda moglie Giuliana. Il primogenito Igor, invece, è nato dall’unione con la modella Roberta Stoppa (la “Roberta” della celeberrima canzone). Peppino Di Capri si è spento ieri, nella sua isola, vinto da una lunga malattia, pochi giorni prima del suo 87° compleanno.

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