Alla Scala debutto storico di Bausch
Danza primitiva fuori dagli schemi

Prima volta del corpo di ballo scaligero a tu per tu con “Sagra della primavera” della coreografa tedesca Esibizione preceduta da un balletto antitetico: il geometrico “Apollo” di Balanchine, con Roberto Bolle

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Appuntamento epocale, questa sera, per il corpo di ballo del Teatro alla Scala quando il sipario si aprirà sulla storica coreografia di Pina Bausch de “Le Sacre du Printemps” (“La sagra della primavera”) su musica di Igor Stravinskij.

Incredibilmente, le coreografie di colei che è considerata all’unanimità fra i più grandi geni del balletto del XX secolo non avevano mai visto quali interpreti il corpo di ballo scaligero.

Finalmente staserà il tabù verrà infranto: sotto la supervisione di Josephine Ann Endicott, direttrice artistica della Pina Bausch Foundation, i ballerini scaligeri si confronteranno con questo spettacolo iconico del teatrodanza, creato nel 1975. Vedere il palco della Scala ricoperto di torba e i suoi ballerini abbandonare le movenze classiche per immergersi nell’ asprezza terrena e nell’espressionismo drammatico della Bausch sarà un’esperienza quasi sconvolgente.

Il Dittico di balletto che debutta stasera, però, vedrà in apertura una coreografia ben più antica di quella della Bausch. Toccherà infatti all’ “Apollo “(originariamente “Appollon Musagéte”) , capolavoro del neoclassicismo in danza firmato nel 1928 da George Balanchine, dare inizio alla serata. Due coreografie apparentemente antitetiche, dunque, eppure legate nel nome di Stravinskij. Le pure geometrie, di una eleganza algida e stilizzata, dell’Apollo saranno a confronto con la forza tellurica e dionisiaca del “Sacre du Printemps”.

In scena fino al 21 novembre

Il ritorno di “Apollo” sul palcoscenico milanese – impreziosito in alcune date dalla presenza dell’étoile Roberto Bolle – restituirà la purezza astratta del classicismo del Novecento, qui riproposto in una felice ripresa che include il prologo storico. Una coreografia in cui la drammaturgia musicale si traduce in assoluta chiarezza visiva e rigore formale.

In alternanza con Roberto Bolle un importante debutto nel ruolo attende anche Nicola Del Freo e Mattia Semperboni. Accanto ad Apollo, vedremo il cast che ha già danzato in questa pièce nel 2018 e 2022 con Nicoletta Manni come Tersicore, musa del canto e della danza, Martina Arduino (Polimnia, musa della mimica) e Virna Toppi (Calliope, musa della poesia) in alternanza con un nuovo cast in debutto con Alice Mariani, (Tersicore), Gaia Andreanò (Polimnia) e Alessia Auriemma (Calliope). A onorare Stravinskij, con due tra le sue più straordinarie partiture per il balletto, vi sarà l’Orchestra del Teatro alla Scala diretta da Ido Arad, alla sua prima collaborazione con il Corpo di Ballo scaligero. Arad annovera numerose direzioni di balletti sia in Italia che all’estero come il Wiener Staatsballett e lo Staatsballett Berlin. Il dittico sarà in scena fino al 21 novembre.

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