Cultura e Spettacoli / Circondario
Domenica 28 Giugno 2026
caccia agli attimi
tesorodiffuso
La mostra di Nicola Villa promossa per i 30 anni di Acmt Lecco Ha sede in tanti spazi della città, dalla Torre Viscontea alla Basilica
Lettura 2 min.«Questa mostra è una specie di caccia al tesoro tra le varie sedi espositive». Così Nicola Villa sintetizza “Traiettorie di attimi”, la mostra curata da Michele Tavola e promossa da Acmt Odv in collaborazione con Comune di Lecco e Sistema Museale Urbano Lecchese.
La mostra, che gode anche del patrocinio di Asst Lecco, è promossa in occasione del 30° anniversario dell’associazione che collabora e sostiene la Rete locale di cure palliative del Dipartimento della Fragilità (hospice Resegone e Cure palliative domiciliari) e la Struttura di Cronicità, Terapia del dolore e Cure palliative pediatriche di Asst Lecco.
Emozioni interiori
Quella di Nicola Villa sarà una mostra diffusa: resterà infatti visitabile gratuitamente sino al 20 settembre in diversi luoghi della città, tra cui la Torre Viscontea, il Palazzo delle Paure, Piazza XX Settembre, il Museo archeologico e il Museo di scienza naturale di Palazzo Belgiojoso, la cappella di San Carlo nella basilica di San Nicolò e l’hospice Resegone. Come ha precisato Alessandra Cranchi, presidente di Acmt, non è una stranezza che l’associazione presenti una mostra per celebrare i suoi trent’anni: «La bellezza veicolata dall’arte risponde a delle emozioni interiori esattamente come quelle relative alla cura. Di solito noi incontriamo le persone nei luoghi adibiti alla cura; invece, con questa mostra diffusa contiamo di incontrare la gente nei luoghi in cui vivono ogni giorno».
È quello che ha ribadito il curatore Michele Tavola, già assessore alla cultura del nostro Comune e oggi a Palazzo Litta a Milano, alla direzione dei Musei Nazionali: «Abbiamo voluto ricordare i trent’anni di Acmt attraverso l’arte e la cultura e cercheremo di farlo coinvolgendo tutta la città in maniera empatica. Lo faremo con le opere di un’artista che lavora da un quarto di secolo e che è nato e vissuto a Lecco. Era giusto che venisse celebrato dalla sua città». L’esposizione di Nicola Villa sarà una retrospettiva che presenterà ogni aspetto e ogni momento del lavoro da lui realizzato nell’ultimo quarto di secolo e che proporrà anche opere site specific, create per l’occasione. Si potranno vedere i dipinti su tela e su carta, le sculture, le installazioni, i disegni e le incisioni, fino alle ultime ricerche che sconfinano nei linguaggi digitali e multimediali.
La carriera
Nicola Villa è nato a Lecco nel 1976. Ha frequentato il Liceo classico “Manzoni” e si è laureato nel 2004 in architettura al Politecnico di Milano, dopo di che ha deciso di dedicarsi completamente alla pittura. La sua prima personale si è svolta, a cura di Michele Tavola, a Villa Sirtori a Olginate. Ha partecipato anche al Premio Morlotti ad Imbersago, premio che ha vinto nel 2005. Nel 2007 ha partecipato al programma di residenza artistica Harlem Studio Fellowship a cura di Montrasioarte trasferendosi per tre mesi a New York e prendendo parte alla mostra collettiva “The Pioneers”, a cura di Raffaele Bedarida. Sempre nel 2007 ha vinto l’edizione italiana, sezione pittura, del Premio Celeste. È presente dal 2007 al Salon des estampes di Parigi con la Galleria Bellinzona dove nel 2009 una sua cartella di incisioni viene acquisita dal Bdic di Parigi. Nel 2011 è stato chiamato, insieme ad altri artisti, a realizzare dodici illustrazioni per il Nuovo Evangeliario Ambrosiano voluto dal cardinale Dionigi Tettamanzi e destinato al Duomo di Milano.
Tra le ultime mostre personali ricordiamo “Di navi, di uomini, di pesci”, a cura di Luca Beatrice (Tedofraartgallery, Bologna, 2014), “Controluce”, a cura di Michele Tavola (Chris Boicos Fine Art, Parigi, 2015), “Entrèe Reservèe8 2009-2019”, a cura di Oreste Bellinzona e Gigi Riva, (Grand Hotel Villa Serbelloni, Bellagio, 2019). Negli ultimi anni ha ribaltato il proprio approccio classico per concentrarsi prevalentemente sul digitale, ampliando il suo linguaggio visivo attraverso la combinazione di elementi digitalizzati provenienti da manufatti fisici e opere native digitali. Inoltre, durante il periodo espositivo, verranno organizzati convegni, incontri e momenti di dialogo con l’obiettivo di creare una risonanza intorno alle cure palliative, sia nel racconto dei progetti, sia intorno all’idea del prendersi cura come forma universale di bellezza, ponendo l’attenzione sulla necessità di una medicina capace di mettere al centro la persona con tutti i suoi valori e le sue relazioni.
© RIPRODUZIONE RISERVATA