Cultura e Spettacoli / Morbegno e bassa valle
Sabato 03 Ottobre 2026
Ezio Vanoni torna in prima pagina: a Sondrio la mostra a 70 anni dalla morte
Alla Biblioteca Credaro un viaggio attraverso le prime pagine dei giornali locali e nazionali per raccontare la vita e l’ascesa politica dello statista morbegnese. La mostra, curata attraverso il Fondo Leoni e arricchita da libri e documenti, resterà aperta per tutto ottobre con ingresso libero
Lettura 2 min.Sondrio
Una vita raccontata attraverso le prime pagine dei giornali. È la mostra intitolata “Ezio Vanoni in prima pagina”, inaugurata alla Biblioteca Credaro di Sondrio, a settant’anni dalla scomparsa del ministro morbegnese. Un viaggio nella storia politica ed economica dell’Italia, ma anche nella vicenda personale di un valtellinese diventato protagonista della vita pubblica nazionale. Gli articoli, locali e nazionali, provengono dal Fondo Leoni e ricostruiscono la nascita e l’ascesa politica di Vanoni, fino alla sua morte in Senato.
Iniziativa dal Comitato
L’iniziativa nasce nell’ambito delle celebrazioni promosse dal Comitato cittadino Ezio Vanoni di Morbegno, costituito a settant’anni dalla scomparsa dello statista. Economista, politico e servitore dello Stato: attraverso i documenti esposti emerge il profilo di un uomo impegnato nella costruzione dell’Italia del dopoguerra e di un patrimonio di idee e valori che il Comitato vuole riportare all’attenzione delle nuove generazioni.
Le autorità presenti
All’inaugurazione la sala “Giulio Spini” non è riuscita a contenere il pubblico e le numerose autorità presenti, tra cui il sindaco di Morbegno Patrizio Del Nero, il sindaco di Sondrio Marco Scaramellini e l’assessore alla Cultura Marcella Fratta, il presidente dell’Ordine degli avvocati di Sondrio Paolo Tarabini, il presidente dell’Ordine degli ingegneri di Sondrio Luca Gadola, la presidente della Società Economica Valtellinese Valeria Caterina Duico, i figli di Giulio Spini e il responsabile della Direzione regionale Lombardia Nord di Bper Banca Luca Roberto Romellini.
Tutti sono rimasti affascinati dagli articoli di giornali locali e nazionali, che raccontano la nascita e l’ascesa politica di Vanoni fino alla tragica morte in Senato nel 1956, e dai numerosi libri di e su Vanoni, molti provenienti dal Fondo Spini, che ne approfondiscono il pensiero e l’eredità.
Bibliotecarie curatrici
Le bibliotecarie e curatrici della mostra, Mirella Cantini ed Elisa Romegialli, hanno svolto un grande e appassionato lavoro di raccolta, esposizione e spiegazione, accompagnando i documenti con puntuali didascalie. Non mancano alcune vere e proprie “chicche”, come l’ironico articolo di Indro Montanelli che dipinge un Vanoni più svizzero che italiano, oppure l’affettuoso ricordo di Giulio Spini, che sottolinea l’umanità dell’amico statista.
A completarlo, la lettera autografa di ringraziamento della mamma di Vanoni, Luigia. Vanoni è stato e resterà un patrimonio della Valtellina. E la Biblioteca Luigi Credaro, come ha ricordato Luca Roberto Romellini, rappresenta a sua volta una piccola perla del capoluogo, a disposizione di studenti e appassionati, soprattutto per quanto riguarda le materie economiche, finanziarie e giuridiche. Un patrimonio librario e documentale ricchissimo, che ha permesso di costruire un percorso capace di riportare Vanoni sotto i riflettori e di proporlo non soltanto come una figura del passato, ma come un uomo le cui idee possono ancora parlare al presente.
Aperta per tutto ottobre
«Un montanaro testardo» era l’appellativo affibbiato a Vanoni. «Un appellativo che per me è un complimento», ha detto il sindaco di Sondrio Marco Scaramellini, ricordando l’impegno dello statista per uno sviluppo industriale, che non tralasciasse la giustizia sociale e l’equità. Perché, nel pensiero di Vanoni, non poteva esserci vera crescita economica senza il riscatto sociale degli ultimi.
La mostra, patrocinata dai Comuni di Morbegno e Sondrio e realizzata grazie alla disponibilità di Bper Banca, resterà aperta per tutto ottobre alla Biblioteca Credaro, con ingresso libero. Dal lunedì al giovedì sarà possibile visitarla dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 18, mentre il venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 17.
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