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Lunedì 28 Settembre 2026
Festival Treccani: «Siamo tutti potenziali enigmisti»
L’intervista Stefano Bartezzaghi ospite della rassegna a Palazzo delle Paure, ha dialogato con Paolo Di Paolo. Al centro i ricordi di famiglia e i grandi protagonisti della letteratura: «In tanti si divertono con rebus e cruciverba»
Lettura 2 min.In un Festival dedicato alle parole della lingua italiana non poteva mancare un enigmista come Stefano Bartezzaghi.
Una passione nata dal legame con il padre: «Parlavamo in codice»
Ieri pomeriggio è stato ospite del Festival Treccani a Palazzo delle Paure ed ha dialogato con lo scrittore Paolo di Paolo sul suo nuovo libro intitolato “Enigmistica” ed edito da Treccani.
Un incontro seguitissimo visto che i posti a sedere erano esauriti.
«Creo i giochi sul giornale ogni mattina presto per stare al passo con le notizie»
Stefano Bartezzaghi è figlio di Piero Bartezzaghi forse il più grande enigmista italiano. Le sue parole crociate su “La Settimana Enigmistica” sono entrate ormai nella tradizione dei tanti appassionati che ne tentano la soluzione.
I legami
Paolo Di Paolo ha chiesto a Bartezzaghi se la sua vocazione sia discesa direttamente dalle passioni paterne.
«Da piccolo, se volevo parlare con mio padre dovevo stare ai suoi “codici”. I bambini in questo sono facilitati, perché per loro è importante imparare sempre nuove parole e farlo giocando è il massimo. Tutti i bambini sono potenziali enigmisti. Io, per esempio, ho imparato a leggere sulla Settimana Enigmistica. Mio padre aveva una predisposizione innata ed io sono caduto nella pozione da piccolo. Peraltro, anche mio fratello Alessandro non è da meno, visto che è il direttore de “La Settimana Enigmistica”. L’unico che si è staccato dalla tradizione è mio fratello Paolo, che è redattore della Gazzetta dello Sport».
Stefano Bartezzaghi è anche un semiologo, sulle orme di Umberto Eco, che è stato relatore della sua tesi in semiotica al Dams di Bologna.
«Appena arrivato al Dams ho seguito una lezione di Umberto Eco e ne sono rimasto affascinato. Ho poi scoperto che era appassionato ai giochi enigmistici».
Divertimento
Altra legge non scritta è quella di considerare l’enigmistica una sorta di divertimento di serie B, quando invece sono tanti i nomi illustri che la praticano.
«Diciamo che è una passione celata, ma che molti hanno frequentato. Penso a Italo Calvino, Paolo Conte, Primo Levi, che era un grande inventore di rebus e anagrammi. A questo proposito ricordo un episodio curioso. Premetto che mio padre era un grande tifoso del Torino e quando c’era il derby con la Juventus non mancava mai di inserire nelle sue parole crociate qualche riferimento al Toro. Mio fratello era in vacanza e gli venne detto che un signore lo voleva conoscere. Si trattava di Paolino Pulici il grande centravanti del Torino. Gli disse che le notti prima della partita non riusciva a dormire e si divertiva con “La Settimana Enigmistica”. Per mio padre sarebbe stata una gioia immensa. Peraltro, anch’io una volta dovevo essere intervistato in Rai da Benedetta Mazzini, la figlia di Mina, la quale mi confidò che le domande erano state riviste dalla madre, una grande enigmista».
Sul quotidiano
Infine, Paolo Di Paolo ha posto a Bartezzaghi una domanda sul suo lavoro quotidiano di compilatore di un cruciverba al giorno per il quotidiano “la Repubblica”.
«Si tratta di un impegno che porto avanti dal 2019 e lo faccio per 365 giorni all’anno. Lavoro soprattutto la mattina presto e per mettere insieme un cruciverba impiego un paio d’ore. Il problema è che si sa quando si comincia, ma non quando si finisce. Ho qualche “riserva” per gli imprevisti, ma preferisco farli di giorno in giorno perché cerco di stare al passo con le notizie».
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