Giulia Casartelli, da Galbiate al mondo con l’arte: «Le 111 stanze raccontano i miei viaggi»

Dall’esperienza in Turchia ai progetti in India, Sudafrica ed Europa, il percorso dell’artista galbiatese unisce arte, scrittura e antropologia. Nel luglio 2026 ha portato nel suo paese d’origine la mostra delle 111 stanze, nata durante il lockdown e cresciuta fino a raccogliere 111 opere.

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Galbiate

Dopo aver presentato il lavoro delle 111 stanze, che ha inevitabilmente raccolto un grande successo- anche le proposte effettuate nello scorso mese di settembre, dalla galbiatese Giulia Casartelli, sono state particolarmente apprezzate dagli appassionati d’arte e non solo.

Il tutto è nato da una visita effettuata dalla stessa Casartelli in autunno a Istambul in Turchia, durante la sua prima mostra personale all’Ark Kùtùr nel quartiere di Cihangir. Da lì è partita l’idea di portare nella sua Galbiate il lavoro di un’artista conosciuta dall’altra parte del mediterraneo, ossia Pina Kayar. Si tratta di un’imponente opera monumentale lunga cinque metri, alta 1,60, in gesso olio pigmento su un tessuto di lino incentrata sul concetto familiarità istallata esposta insieme ai dipinti, composta da piccoli ciottoli modellati a mano impastando, polvere di ceramica e cenere. Insomma un’attività quella della donna estremamente variegata, ricca di sorprese a lei il compito di illustrarci il suo lungo percorso. “Passati gli anni del liceo d’arte dichiara- al Manzoni con la professoressa di storia dell’arte Silvia Perossi, successivamente ho frequentato per tre anni, l’università Bocconi a Milano, economia per l’arte”.

Casartelli, l’arte è quindi da subito entrata nella tua vita?

“Esattamente, questo campo mi ha sempre incuriosito e essere riuscita a farla diventare la mia professione, è stato davvero il massimo a cui potessi aspirare. Esprimermi in un linguaggio che fosse mio, non solo raccontare ma stare a contatto con le varie, realtà del mondo ritengo mi abbia arricchita in questo senso”.

Un lavoro in cui è necessario, direi indispensabile avere pazienza concordi?.

“Assolutamente, è una professione in cui serve costanza ma anche impatto fisico per trasportare in giro le varie opere”.

Poi il rientro in Brianza…

“Certo, sono stati tre anni molto attivi quelli trascorsi alla Bocconi per l’economia dell’arte successivamente, ecco l’esperienza in India. Un anno a città del Capo, in Sudafrica dove mi sono aggiornata in emigrazione, situazione mercato dell’arte dove si strutturava, in varie parti del pianeta quindi antropologia, per dinamiche arte società”.

Ha fatto seguito poi il ritorno in Italia..

“Esatto sempre alla Bicocca di Milano ho studiato i lavori riprodotti a Istambul, lavori di Adelina Von Furstenberg, delle mostre”.

Ed eccoci arrivati al 2015.

Certo, nel ruolo di coordinatrice abbiamo vinto in un lavoro armeno, il leone d’oro a Venezia, al monastero San Lazzaro. Quindi il viaggio in Grecia dove ho lavorato ai dei progetti più piccoli usando la scrittura di storie ispirate ai lavori degli artisti ossia i disegni di Eva Marathaki, Clementina e mani di burro”.

Ha fatto seguito anche un momento di stop, dovuto pure all’emergenza covid.

“Grazie a questa sorta di pausa, mi sono laureata in dottorato scienze politiche della cultura via online da Napoli, Europea. Sono stata anche bloccata tre mesi a Roma, nel 2020 ne ho anche approfittato per dipingere dei piccoli fogli di carta, spedendoli ai miei cari, rimasero davvero tutti entusiasti tanto che da 30 le opere salirono a 111. In quei mesi vivevo a Venezia, e ho riportato fedelmente case e luoghi in Italia ma anche all’estero in cui avevo messo le cartoline”.

Da qui ecco la nascita delle 111 stanze…

“Vero, nel 2022 aprii una mostra al centro studi cultura armena- mi sono preparata come artista curatrice, documentando il lavoro casa editrice, edizione postale tigre”.

Dopo tante avventure vissute, anche quella dell’insegnamento.

“Si, ho iniziato come docente ai corsi di scrittura universitaria di Giessen in Germania, valutando i disegni fatti da una mia studentessa nella scuola d’arte”.

Ed ora ai giorni nostri anno di grazia 2025, ecco l’idea di occuparti del Galbiarte..

“In effetti dopo tempo ero vogliosa di mostrare i miei lavori ai paesani, dove sono cresciuta e ho le mie origini. Nel luglio 2026 ho organizzato la mostra dell’arte delle 111 stanze. Vorrei ringraziare i ragazzi dello spot, e per il supporto finanziario i fondi di Lecco, e la comunità di Galbiate, il patrocinio del comune e della parrocchia e tutti i volontari, determinanti al solito con il loro apporto”-

Dicevi dei libri scritti?

“si sono usciti quattro libricini, d’arte. Adesso ad aprile tornerò a Saraievo, laboratorio di scrittura dove aiuto, a stendere i testi autobiografici”.

Viaggiando nel mondo conseguentemente, tante le lingue parlate.

“Si, diciamo italiano, inglese, spagnolo e in parte greco”.

Obiettivi futuri?

Beh, riproporre la tappa di Galbiate, poi esistono altre iniziative ma preferisco riferire a tempo debito”.

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