Cultura e Spettacoli / Lecco e Sondrio
Lunedì 21 Settembre 2026
«Gli Inascoltati» di Diego Minonzio: sabato la presentazione a Merate
Alla libreria la Torre incontro e firmacopie alle 15.30 con il direttore del gruppo editoriale Enova
Lettura 1 min.Un direttore di giornale che, nel giorno destinato a consacrare la sua carriera, si ritrova paralizzato dai dubbi mentre il mondo attorno a lui è travolto da una notizia destinata a cambiare tutto. È questa la premessa di Gli Inascoltati, il romanzo d’esordio di Diego Minonzio, che sabato 26 settembre sarà alla Libreria La Torre di Merate per un firmacopie in programma dalle 15.30.
Per il territorio lecchese l’incontro rappresenta anche l’occasione di confrontarsi con uno dei protagonisti dell’informazione locale. Minonzio dirige infatti La Provincia di Como, Lecco e Sondrio e Unica Tv, dopo l’esperienza maturata a Libero come caporedattore e capocronista.
Pubblicato da Polidoro Editore, Gli Inascoltati si sviluppa in 264 pagine e segue il flusso di pensieri del protagonista, un uomo senza nome che ricopre il ruolo di direttore responsabile del più autorevole quotidiano della sua città. La vicenda si svolge nelle ore che precedono il discorso di insediamento che dovrebbe rappresentare il culmine della sua carriera.
Seduto dietro la scrivania occupata da tutti i suoi predecessori, il protagonista osserva con crescente sospetto la grande notizia che sta monopolizzando l’attenzione pubblica. Da qui prende forma un lungo monologo interiore che accompagna il lettore fino al momento in cui il discorso viene finalmente pronunciato.
Il romanzo è costruito come una spirale di riflessioni e ossessioni e rende omaggio allo scrittore austriaco Thomas Bernhard, citato in epigrafe. La dimensione narrativa è quasi interamente interiore e utilizza il contesto giornalistico per affrontare interrogativi più ampi sulla responsabilità, sull’ambizione e sul rapporto tra verità e potere.
Le recensioni pubblicate dalla stampa nazionale hanno evidenziato aspetti differenti dell’opera. Sul Foglio, il libro è stato definito un confronto esistenziale tra autore e personaggio, capace di spingersi oltre il racconto di ambiente giornalistico per interrogarsi sul significato dell’onore e sull’identità degli “inascoltati” evocati dal titolo.
Su Libero, invece, Francesco Musolino ha messo in evidenza la vena polemica del romanzo, descrivendolo come un’opera particolarmente severa nei confronti del mondo dell’informazione e delle sue dinamiche interne, lontana da ogni rappresentazione idealizzata della professione.
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