Grosio, incisioni rupestri: sessant’anni fa la grande scoperta

Furono segnalate nel 1966 da Davide Pesce. I partecipanti accompagnati in un’attività di rilievo per celebrare sul campo l’importante anniversario

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Grosio

La Rupe Magna, la roccia preistorica più incisa d’Europa, attrazione principale del Parco delle lncisioni Rupestri di Grosio e Grosotto , raggiunge un altro importante traguardo.

Sessanta candeline sono state spente sul “campo” con un rilievo archeologico partecipativo da parte degli archeologi del Parco.

La ricorrenza si lega indissolubilmente alla figura di Davide Pace, lo studioso brianzolo che il 2 agosto 1966 segnalò per primo le incisioni della Rupe Magna, dando il via agli studi sistematici sul sito. Nella festa dei sessant’anni gli esperti del sodalizio hanno accompagnato i partecipanti in un’attività pratica di rilievo delle figure incise, offrendo un’esperienza immersiva pensata per avvicinare il pubblico non solo alle immagini della Rupe, ma anche alle concrete metodologie scientifiche messe in campo per documentare e mappare i segni incisi nella roccia.

L’iniziativa si è rivelata un grande successo di pubblico: ben trenta partecipanti, variegati per età e con un’importante presenza internazionale (uno studioso dalla Scozia), e di Dario Sigari, ricercatore del Dipartimento dei Beni culturali e ambientali dell’Università di Milano, accompagnato dai propri collaboratori. Oltre a loro semplici curiosi che hanno preso parte con entusiasmo alla narrazione del sito.

Nuove tecnologie

Dopo un’introduzione metodologica, il gruppo si è confrontato con lo studio della superficie incisa e con l’analisi del contesto. «Tra le principali tematiche affrontate durante la giornata la geomorfologia e paesaggio, ovvero la conformazione della roccia e la sua collocazione nello scenario valtellinese, quale chiara testimonianza dell’origine glaciale della valle- spiegano gli archeologi del parco grosino-. La tecnologia dell’incisione permette l’analisi delle tecniche e degli strumenti impiegati per realizzare le incisioni, con interessanti confronti con altri contesti locali e con la vicina Val Camonica». Soddisfatto il presidente della fondazione Parco delle Incisioni Rupestri Grosio e Grosotto, Davide Modonesi:«Celebrare questo sessantesimo anniversario significa innanzitutto rendere omaggio alla passione straordinaria di uno studioso che ha saputo guardare oltre la semplice roccia, intuendo prima di chiunque altro che in quel luogo si nascondeva qualcosa di immensamente più grande. Da allora l’archeologia e le tecniche di rilievo hanno fatto grandi passi avanti, affinando e trasformando i criteri con cui leggiamo e interpretiamo questi segni.

La molla iniziale rimane però la stessa: la dedizione alla ricerca e la tutela del nostro patrimonio. Vedere oggi trenta persone di ogni età e provenienza riempire la Rupe e cimentarsi con il lavoro sul campo è la dimostrazione più bella di quanto quell’intuizione originaria continui a dare frutti vivi». La Rupe Magna si conferma un sito fondamentale per la comprensione dell’arte rupestre alpina. Le visite guidate si effettuano dal martedì alla domenica alle 10,30, 14 e 16.

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