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Venerdì 16 Ottobre 2026
Il declino del giornalismo e le ferite degli uomini: Diego Minonzio racconta «Gli inascoltati»
Al Rotary Club Lecco il direttore della Provincia di Lecco, la Provincia di Sondrio e Unica tv ha presentato il suo romanzo, riflettendo sulla crisi del giornalismo e sul dolore individuale. «Ciascuno è impegnato ad ascoltare sé stesso», ha spiegato l’autore.
Lettura 1 min.Lecco
Il Rotary Club Lecco ha dedicato la conviviale di giovedì sera, al ristorante Nicolin, alla presentazione del romanzo “Gli inascoltati” (Polidoro edizioni) di Diego Minonzio. Una serata letteraria che è stata presentata dal presidente del Rotary Club Lecco l’architetto Paolo Dell’Oro. A presentare il romanzo ed a dialogare con l’autore è stato Giorgio Cortella, che ha ricordato come Diego Minonzio abbia iniziato la sua carriera di giornalista nella redazione della Provincia di Lecco, sia stato poi caporedattore e capo cronista a Libero ed attualmente direttore della Provincia di Lecco, La Provincia di Sondrio, e di Unica Tv.
Il romanzo di Minonzio è ambientato nel mondo del giornalismo e ne descrive la sua inesorabile decadenza: «Il giornalismo tradizionale si avvia alla fine, – ha precisato Minonzio – ma c’è un aspetto ancora più grave e cioè che non è in grado di cambiare le sorti del mondo. Questo perché ciascuno di noi è segnato dalle “ferite” personali soprattutto quelle dei primi anni d’età. Non sono le grandi tragedie come le Torri Gemelle, il Covid o Gaza a cambiarci, perché in breve tempo quei fatti riusciamo a rimuoverli. Gli esseri umani non possono sopportare i disastri e per difendersi li allontanano».
Minonzio ha poi ricordato un episodio accaduto nella redazione di Libero: «Un bel giorno arrivò una nuova giornalista, che fu presto battezzata come la “Multipla” per il suo aspetto fisico. Destinata alla cronaca si dimostrò un vero disastro ed era diventata l’oggetto dei commenti più feroci. Una mattina sfogliando il Corriere della Sera, apprendemmo che l’Osservatore Romano aveva assunto la prima giornalista: era la “Multipla”. Scoprimmo allora che si era laureata a pieni voti con una tesi di prestigio e che era una donna di valore, sarebbe semplicemente bastato trovarle un altro incarico che non fosse la cronaca. Ma le redazioni sono fatte per annientare il talento».
Infine, una domanda d’obbligo: chi sono gli inascoltati? «Sono i protagonisti del romanzo ed in generale gli esseri umani. Tutti loro gridano al mondo il dolore da cui sono attanagliati, ma nessuno li prende in considerazione perché ciascuno è impegnato ad ascoltare sé stesso».
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