Lecco, un quadro per dire “No” alla violenza di genere

L’associazione Femminile Presente dona a Officina Badoni un’opera di Marco Menaballi, realizzata anche con la partecipazione dei cittadini di Lecco, per trasformare l’arte in strumento di consapevolezza e speranza.

Lecco

Non è solo un dono simbolico, ma un messaggio forte rivolto all’intera comunità. L’associazione Femminile Presente ha consegnato a Officina Badoni un’opera dedicata al tema della violenza contro le donne, con l’obiettivo di trasformare l’arte in strumento di consapevolezza e prevenzione. Un gesto che vuole richiamare tutti alla responsabilità collettiva: la violenza di genere non è un problema privato, ma una ferita sociale che riguarda donne e uomini insieme.

«La nostra parola d’ordine è reciprocità – ha spiegato la presidente Irene Riva – ed è lo stesso principio che portiamo anche nelle scuole. Doniamo questo quadro alla Fondazione Comunitaria del Lecchese perché ha sostenuto le iniziative più importanti della nostra associazione. Non potevamo che essere reciproche». Riva ha sottolineato anche il valore simbolico delle due funzioni svolte dalla Fondazione: «Una funzione maschile, il sostegno, e una femminile, la cura».

Sulla stessa linea la presidente della Fondazione, Maria Grazia Nasazzi: «Promuoviamo la parità tra codici maschili e femminili. Questo quadro racconta un’esperienza vissuta, ma guarda anche al futuro: parla di attenzione alle donne, non solo nell’emergenza, ma soprattutto nella speranza».

L’opera, firmata dall’artista Marco Menaballi, raffigura una donna ferita, con i pugni chiusi e lo sguardo di chi non si arrende. È nata durante lo spettacolo “Ci vuole un patto” ed è stata completata con le pennellate dei cittadini di Lecco. «Il quadro rappresenta un frammento di una storia più ampia – ha spiegato Menaballi –: c’è un prima e ci sarà un dopo, che vengono immaginati da chi guarda. La figura può essere in difesa o in attacco: sta all’osservatore dare un senso alla scena».

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