Cultura e Spettacoli / Tirano e Alta valle
Martedì 28 Luglio 2026
Sondalo, Mondadizza Music Week: debutto da applausi tra musica e natura
La rassegna si apre con il successo di “Pierino e il lupo” nella chiesa di Santa Maria Maggiore. L’Orchestra Canova conquista il pubblico, ora il festival si sposta a Santa Marta tra concerti, libri e sapori valtellinesi.
Lettura 3 min.Sondalo
E’ stato veramente un inizio da favola per l’ottava edizione della Mondadizza Music Week, apertasi eccezionalmente in quel di Sondalo. “Pierino e il lupo” di Sergei Prokofiev è entrata nel vero senso della parola nella chiesa di Santa Maria Maggiore, degna cornice di una serata da ricordare a lungo. La straordinaria abilità dei suonatori dell’orchestra da camera Canova ha catalizzato l’attenzione. E’ guidata da un direttore, Enrico Pagano, destinato a lasciare il segno nella storia della musica italiana e non solo. I suoi suonatori sono stati capaci di ricreare la presenza di animali e protagonisti che sembravano dovessero materializzarsi da un momento all’altro davanti agli occhi degli spettatori tanto era coinvolgente il suono della loro presenza. Poi ad arricchire il tutto ci ha pensato Filippo Lai, voce recitante, che come i nonni si è fatto circondare dai bambini durante il racconto.
La sua esposizione è stata davvero coinvolgente al pari della musica. Ha ricreato quell’atmosfera nella quale i bambini pendono dalle labbra dei nonni durante i magici racconti delle favole. La serata ha avuto anche un tocco scientifico grazie alla presenza di un guru del Parco dello Stelvio quale Massimo Favaron, responsabile dell’Ufficio Divulgazione didattica del Parco Nazionale dello Stelvio che oltre ad elencare i numeri quasi infiniti di tutte le specie di vertebrati ed insetti presenti nel parco ovviamente non ha glissato sulle scottanti questioni riguardanti la reintroduzione di orsi e lupi. L’interessante viaggio nel regno animale, che ha trascinato il numeroso pubblico, era iniziato con Opus Number Zoo di Luciano Berio, composto da quattro brani, quattro poemi che narrano vicende di animali. A poco più di 100 anni da quando fu eseguita per la prima volta a Parigi, la Pastoral d’été grazie a flauti, oboe, clarinetto, corno, archi ha strappato gli applausi del pubblico della prima sondalina. La tappa di apertura della grande settimana che Mondadizza dedica alla grande musica non ha certamente tradito le attese. Ancora una volta Enrica Ciccarelli, responsabile della Fondazione La Società dei Concerti che organizza l’evento, ha confermato che nella terra natia semina solamente germogli di grande qualità.
Il terzo appuntamento della Mondadizza Music Week si sposta nel suggestivo borgo di Cà de la Piera. Un concerto dedicato alla pietra, simbolo dell’identità della Valtellina. Domani pomeriggio, mercoledì 29 luglio, alle 18, la musica sarà protagonista nel suggestivo borgo di Santa Marta di Sondalo. Il concerto open air rende omaggio a uno degli elementi che più caratterizzano il paesaggio valtellinese dai terrazzamenti alle architetture che raccontano la storia della valle. Il pomeriggio comincia alle 17 con la presentazione del libro di Lucia Cimini, Finchè tutto splende, edito da Rizzoli, che racconta la storia entusiasmante delle sorelle Necchi. Butega Valtellina offrirà al pubblico del concerto una degustazione gratuita di dolci locali. Un evento a 360° quello offerto dalla Società dei Concerti, che crede nella multidisciplinarietà e nella trasversalità della cultura.
Abbiamo ripercorso insieme a Enrico Pagano e Filippo Lai le emozioni del concerto inaugurale che ha dato il via all’edizione 2026 della Mondadizza Music Week.
Cosa vi ha spinti ad accettare l’invito per la Mondadizza Music Week? «La Mondadizza Music Week segna anche l’inizio della collaborazione fra l’Orchestra Canova e la Società dei Concerti di Milano- spiega Enrico Pagano-. Ne sono davvero molto felice, perché questa nostra residenza prende il via in un luogo che non è tradizionalmente deputato a ospitare concerti. Credo che oggi noi, come giovani artisti, abbiamo una responsabilità precisa: porta-re la musica anche dove normalmente non arriva. È un modo concreto per allargare il pubblico e creare nuove occasioni di in-contro attraverso la musica. Per questo penso che non possa esserci un modo migliore di inaugurare questo nuovo sodalizio arti-stico». Entusiasta anche Filippo Lai: «Non conoscevo Mondadizza. Sono convinto che l’arte e lo spettacolo hanno bisogno di essere portati fuori dai luoghi convenzionali per poter andare ad incontrare un nuovo pubblico, per cui abbiano trovato che questa occasione potesse essere una bellissima opportunità».
Direttore Pagano, cosa rende speciale questa rassegna rispetto ad altre realtà musicali? «L’idea stessa di realizzare una rassegna in un piccolo paese di montagna, dove vivono poche persone e dove l’offerta musicale durante l’anno è necessariamente limitata, è ciò che rende speciale questo progetto. Oggi noi operatori culturali dobbiamo affiancare al modo tradizionale di concepire il concerto anche l’idea di garantire a tutti la possibilità di ascoltare musica dal vivo, indipendentemente dal luogo in cui si vive».
Filippo Lai, lei lavora in teatro cinema e televisione. Cosa c’è di diverso e stimolante in un’esperienza come questa?
«Avere la possibilità di recitare a contatto con la natura è per me un regalo e la scenografia naturale di Sondalo e della sua frazione Mondadizza stimola al massimo il mix artistico tra la musica e il teatro».
Che cosa vi augurate che il pubblico porti con sé al termine di questa settimana di concerti?
«Spero che il pubblico porti con sé ciò che, in fondo, ci auguriamo sempre di trasmettere ogni volta che saliamo sul palco: l’essenza del fare musica insieme, la gioia di condividere questo mestiere- afferma Pagano-. Sono due aspetti che considero profondamente legati alla pratica orchestrale e che credo arrivino anche a chi ascolta. Quando la musica classica raggiunge luoghi in cui viene proposta meno frequentemente, c’è anche un’altra speranza: che chi viene a un concerto magari per curiosità decida poi di torna-re». «Ci auguriamo che il pubblico possa abbandonarsi a scoprire questo universo animale che cerchiamo di raccontare con il programma che abbiamo scelto, e che lo spettacolo e il paesaggio si mescolino nelle storie che racconteremo»- conclude Lai.
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