Moto Guzzi, il nuovo museo conquista tutti e tra i visitatori c’è anche Nek

Il nuovo spazio espositivo sta richiamando migliaia di visitatori arrivati per il 105° motoraduno. Tra moto storiche, prototipi, mezzi delle forze dell’ordine e una tre cilindri del 1940, cresce l’entusiasmo per il museo. In visita anche Nek. E tra gli appassionati del motoraduno spiccano le “gemelle diverse” Fiorella ed Elena

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Il Museo della Guzzi sta conquistando i tantissimi visitatori giunti a Mandello del Lario per il 105esimo motoraduno. Del resto il “battage pubblicitario” fatto durante il raduno dello scorso anno e continuato con alcune foto rubate si è tradotto in “richiamo obbligatorio”.

Un museo che davvero vale, e valorizza tutte e le 1138 moto esposte, senza contare i motori prototipi che hanno richiamato l’attenzione non solo dei curiosi, ma anche di tecnici. Sì, perchè dentro le mura della casa motociclistica non c’erano solo curiosi ma anche tecnici che di motori se ne intendono.

Ma girando per quei tremila metri quadri dove è dislocato il museo si sente un altro profumo: quello dell’innovazione. E pensare che quasi tutte le moto che sono state portate nel nuovo museo erano esposte in quello vecchio, proprio sopra la portineria del cancello rosso. Sarà forse la diversa dislocazione a renderlo così attraente? Sarà perché la struttura moderna ha un altro richiamo? Fatto sta che molti visitatori, intervistati all’uscita della visita ,si sono detti soddisfatti. Anche in bimbi di Mandello, accompagnati dalle loro insegnanti con la maglietta azzurra con i 105 anni della Moto Guzzi per far conoscere la storica azienda, hanno potuto visitare quasi in anteprima le novità.

Molti gli scatti fotografici all’indirizzo dei modelli esposti: una delle novità di questa esposizione è una bella tre cilindri datata 1940 che non si era vista tra i cimeli del vecchio museo e ristrutturata in modo maniacale da chi ha saputo metterci mano.

Anche l’area dedicata ai veicoli delle forze dell’ordine (carabinieri, polizia stradale, pubbliche amministrazioni, guardia di finanza, corazzieri) hanno avuto un grande impatto, specialmente sui giovanissimi poiché le moto sembrano sbucare all’improvviso. Ma non dimentichiamo che diverse Amministrazioni di comuni italiani hanno scelto proprio le moto della casa dell’Aquila di Mandello.

Il Museo merita una particolare attenzione anche perchè sul tetto ci sono oltre mille metri quadrati di pannelli solari, a dimostrazione dell’efficienza di questo nuovo modello che, senza esagerazioni, può essere paragonato al Louvre o agli Uffizi o a Brera, nel contesto di ciò che rappresenta.

Per chiudere in bellezza non dobbiamo dimenticare che diversi personaggi famosi, chi in forma anonima e chi no, hanno visitato la Moto Guzzi. Uno di questi è stato Filippo Neviano, il cantante di Sassuolo meglio conosciuto come Nek, che ha voluto vedere lo stabilimento dove nascono le Guzzi. Del resto lui è un appassionato di moto, come molti romagnoli, e così si è concesso uno scatto in un punto lontano dalla folla per immortalare la visita.

Tra gli appassionati del motoraduno, non potevano mancare le “gemelle diverse”. La loro amicizia parte da molto lontano. Oltre una decina di anni fa, Fiorella Rossini e Elena Valsecchi, appassionate di moto, decidono di acquistare una Guzzi V7, la moto che serve per cominciare a macinare chilometri. L’acquisto le accomuna perché entrambe vanno dallo stesso storico concessionario e le targhe delle due moto hanno solo un numero di differenza.

Elena e Fiorella girano a bordo della loro due ruote a motore facendo, da buone guzziste, chilometri su chilometri e frequentando sempre più eventi motoristici. Passati dieci anni Fiorella ed Elena capiscono che ormai le loro moto cominciano ad avere sulle spalle un po’ di chilometri e decidono di concedersi una nuova Guzzi. Una nuova V7, ultima versione, e guarda caso le targhe sono separate ancora una volta da un solo numero finale. Solitamente le targhe vengono assegnate a caso, ma loro hanno fatto la richiesta di averle quasi uguali.

Sabato le “gemelle diverse” accompagneranno un gruppo di guzzisti tedeschi, una ventina circa, alla scoperta del triangolo lariano e delle nostre bellezze.

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