Music Calco, quattro concerti gratuiti tra classica e musica popolare

È partita l’11 ottobre la seconda edizione di Music Calco, la rassegna promossa dall’associazione Culture popolari e tradizioni della Lombardia con il Comune. In programma quattro appuntamenti fino al 26 dicembre

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Calco

È partita domenica 11 ottobre la seconda edizione di Music Calco, festival della musica classica, promossa dall’associazione Culture popolari e tradizioni della Lombardia insieme con il Comune di Calco.

Quattro appuntamenti che uniscono la musica classica con quella popolare e che, come spiegato dal presidente Romualdo Massironi, vogliono anche valorizzare il patrimonio storico artistico del paese, dall’organo Serassi della parrocchiale alla chiesa romanica di Arlate, passando per la bellissima Villa Calchi.

Il via domenica 11 proprio nella chiesa san Vigilio con l’esibizione dell’organista Federica Iannella che proporrà brani d Corelli, Pachelbel, Ponchielli e Verdi e quella del coro Aldeia, con canti dal XIII secolo a Kedrov. Ad aprire l’esibizione, in programma alle 15, il il gruppo folcloristico La Brianzola che canterà l’inno d’Italia.

Il 15 novembre sempre in chiesa spazio all’orchestra a plettro “Città di Milano” che con chitarra e mandolino eseguirà brani di Vivaldi, Bach, Shostakovic, Squarziana ed altri.

Villa Calchi ospita Ukrainian Ladies, piano trio composto da piano, violoncello e violino, che proporrà un programma che passa da Leontovych a Elgar l’8 dicembre. La seconda edizione si concluderà infine il 26 dicembre nella chiesa Santi Gottardo e Colombano di Arlate con il tradizionale concerto di Santo Stefano. Protagonisti del pomeriggio il Quartetto d’archi di Milano che suonerà pagine di Mozart, Bach, Händel, Gerghiwin, Mendelssohn.

Tutti i concerti sono a ingresso gratuito.

«L’iniziativa - ha ricordato Massironi - era nata come una sfida l’anno scorso, quando abbiamo voluto celebrare il ventennale della nostra associazione. Siccome ha avuto successo, abbiamo deciso di riproporla. E quest’anno, oltre che alla musica classica, abbiamo voluto dare un po’ di spazio anche alla musica tradizionale popolare».

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