Cultura e Spettacoli / Sondrio e cintura
Sabato 17 Ottobre 2026
Quarant’anni di Sondrio Festival, torna il primo vincitore
Il regista francese Christian Ringeval, premiato nel 1987 con “L’avvoltoio fulvo”, aprirà le celebrazioni della Mostra dei documentari sui parchi. Attesi autori da Europa, Stati Uniti e Italia con quattordici film in concorso
Lettura 1 min.Sondrio
Il primo vincitore torna a Sondrio per festeggiare i quarant’anni del Festival. Sarà Christian Ringeval, oggi ottantaduenne, uno degli ospiti dell’edizione 2026 della Mostra internazionale dei documentari sui parchi, che si aprirà il 26 novembre.
In attesa della presentazione ufficiale, arrivano dagli organizzatori le prime anticipazioni sui protagonisti del programma che prevede quattordici documentari in selezione e numerosi autori in arrivo dall’Italia e dall’estero.
Ringeval arriverà dalla Francia per accompagnare la proiezione de “L’avvoltoio fulvo”, il documentario realizzato con Jean Cedet che nel 1987 conquistò il primo premio “Città di Sondrio”. Prodotto dal Parco nazionale dei Pirenei, il film è dedicato a uno dei più grandi uccelli d’Europa, presente con un’importante colonia sulla catena montuosa tra Francia e Spagna.
L’omaggio offrirà l’occasione per ripercorrere la storia della manifestazione, nata quando il concorso era riservato ai documentari naturalistici girati in Europa. Da allora sono stati presentati oltre quattrocento film, ambientati nei cinque continenti: un patrimonio di immagini e racconti che ha portato a Sondrio ambienti lontani, specie poco conosciute e testimonianze delle trasformazioni del pianeta. Nel frattempo è cambiato anche il linguaggio del documentario, passato dall’osservazione della natura a narrazioni più articolate, sostenute dall’evoluzione delle tecniche di ripresa e del suono.
Il legame tra autori e pubblico resterà centrale anche quest’anno. Tra le presenze annunciate c’è quella del tedesco Uwe Müller, che presenterà “300oC – What comes after the Forest Fire?”, dedicato agli effetti degli incendi e alle possibilità di rigenerazione delle foreste, dalla California alla Grecia e alla Germania.
Florian Guthknecht accompagnerà invece “Lord Howe Island - Reset in Paradise”, ambientato nella remota isola del mar di Tasmania dove un progetto di eradicazione delle specie invasive sta favorendo la rinascita dell’ecosistema. Un altro autore tedesco, Heribert Schöller, porterà uno sguardo sull’Italia con “Die Abruzzen”, viaggio tra camosci, cervi, lupi e uccelli, negli ambienti in cui il Mediterraneo incontra l’alta montagna. Saranno presenti anche Stephen Krasser e Johannes Berger, registi di “Wild Philippines”, racconto della biodiversità delle circa 7.500 isole dell’arcipelago.
È previsto inoltre il ritorno di almeno uno tra Asgeir Helgestad e Ageliki Lefkaditou, rispettivamente regista e produttrice, già premiati a Sondrio nel 2024 per “Il richiamo della natura”. Il nuovo documentario, “Frost without Snow and Ice”, è stato girato alle Svalbard, tra le terre abitate più settentrionali del pianeta.
Tre gli autori italiani annunciati. Federico Santini presenterà “Equilibrio”, ambientato in Maremma e dedicato alla convivenza tra allevamento e presenza del lupo. Marco Tessaro, già più volte ospite della rassegna, proporrà “Lasciamola migrare!”, sul viaggio dell’anguilla europea e sul progetto Lifeel per la tutela di una specie drasticamente diminuita negli ultimi decenni. Mattia Nocciola, videomaker e fotografo che vive a Magenta, porterà “Cavalieri delle risaie”, storia dei cavalieri d’Italia che tornano dall’Africa per nidificare nelle risaie del Ticino.
Resta da confermare l’arrivo dagli Stati Uniti di Rory Banyard, autore di “Ket’niyi”, documentario che porta in Alaska, dove la vita delle popolazioni Dena’ina è legata da millenni a salmoni, orsi, ghiacciai e fiumi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA