Cultura e Spettacoli / Merate e Casatese
Lunedì 10 Agosto 2026
Il vecchio vinile ritrovato in casa restituisce la voce di Roberto Bolis, il “tenorino” di Airuno che cantò alla Scala
Il bancario di Airuno, appassionato di musica e già nel coro della Scala, aveva inciso negli anni Cinquanta “Signora fortuna” e “Violino tzigano”. A vent’anni dalla morte, le registrazioni sono state recuperate e pubblicate dalla famiglia.
Lettura 2 min.Airuno
Per anni è rimasto in casa, quasi dimenticato tra gli oggetti di famiglia. Un vecchio vinile, segnato dal tempo, custodito senza sapere che dentro quei solchi fosse ancora conservata una parte importante della storia di Roberto Bolis. Poi, durante un riordino, il disco è riapparso. E con lui è tornata ad ascoltarsi, a distanza di decenni, la voce di un uomo che aveva fatto della musica una delle grandi passioni della sua vita.
Roberto Bolis, nato ad Airuno l’8 ottobre 1926 e morto il 3 agosto 2005, aveva origini familiari a Erve. La sua famiglia, agli inizi del Novecento, aveva lasciato la Valle San Martino per trasferirsi nel Meratese. Rimasto orfano di madre, Roberto si era avvicinato fin da giovane alla musica, in particolare a quella classica.
Nella vita lavorò come bancario alla Banca Popolare di Bergamo, prima nella sede di via Manzoni a Milano e poi a Bergamo. Proprio gli anni trascorsi a Milano gli permisero di frequentare musicisti e colleghi del Teatro alla Scala, entrando in contatto con un ambiente che alimentò ulteriormente la sua passione.
La musica, però, per Bolis non fu soltanto una questione di ascolto. Aveva una voce da «tenorino» e arrivò a cantare anche nel coro della Scala. Gli impegni professionali e familiari lo portarono successivamente verso altre attività, ma senza mai recidere il legame con il canto.
Un legame che rimase forte anche con la sua comunità. L’8 novembre 1972 fu tra i fondatori della Pro Loco di Airuno, mentre si impegnò anche come revisore dei conti della parrocchia e per diversi anni fece parte del coro del paese.
Ora quella storia torna alla luce grazie a un piccolo disco inciso negli anni Cinquanta. Un vinile a due facciate sul quale sono registrate due celebri canzoni della tradizione italiana: “Signora fortuna” e “Violino tzigano”, interpretate proprio da Roberto Bolis.
«Sapevamo che esistesse, ma sembrava scomparso. Poi, nel mettere ordine a casa di mia madre, lo abbiamo trovato, un po’ malconcio, ma è stata un’emozione», racconta il figlio Dario Bolis. «Lo aveva inciso mio papà negli anni Cinquanta. Roberto era un “tenorino” e aveva cantato anche nel coro della Scala. Abbiamo pulito il suono della traccia, che all’inizio dava tutti i segni del tempo».
I due brani appartengono al grande repertorio della canzone italiana degli anni Trenta. “Signora fortuna” risale al 1934, mentre “Violino tzigano” è del 1935. Canzoni che furono interpretate da alcuni dei grandi nomi della musica italiana dell’epoca, da Carlo Buti ad Achille Togliani, da Claudio Villa a Luciano Tajoli. “Violino tzigano”, inoltre, sarebbe stato scelto anni dopo da Pier Paolo Pasolini per “Mamma Roma”, il film del 1962 con Anna Magnani.
A rendere nuovamente ascoltabili quelle registrazioni è stato il lavoro del nipote Michele Bolis, che ha curato l’editing e il recupero audio. La famiglia ha poi scelto una data simbolica per restituire quelle due tracce alla comunità: il 3 agosto, giorno della scomparsa di Roberto, esattamente vent’anni dopo la sua morte.
Le registrazioni sono state così pubblicate online, permettendo a chi lo ha conosciuto e a chi invece non ha mai avuto l’occasione di incontrarlo di ascoltare oggi quella voce rimasta per decenni nascosta in un cassetto.
Un vecchio vinile, recuperato quasi per caso, è diventato così un documento di memoria. Non soltanto la testimonianza di una passione musicale coltivata per tutta la vita, ma il ritratto sonoro di un uomo che aveva saputo mantenere un legame profondo con la musica, con la Scala e con la propria comunità. A vent’anni dalla sua scomparsa, la sua voce è tornata a farsi sentire.
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