Simona Ventura apre il Lecco Film Fest: «Ho creato uno stile»

Simona Ventura e Giovanni Terzi ospiti al Lecco Film Fest. La serata celebra il cinema e il legame con il Cantico di Francesco d’Assisi.

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Lecco

La prima serata della settima edizione del Lecco Film Fest si è aperta nel cuore rinnovato cittadino, quel Teatro della Società che ha fatto da elegante cornice alla cerimonia di inaugurazione arricchita dalla visione del cortometraggio muto di Enrico Guazzoni del 1911, Il poverello di Assisi. Una connessione esplicita con il tema dell’edizione 2026 e il titolo, Con tutte le sue creature, ispirato al Cantico del santo patrono d’Italia, Francesco d’Assisi.

Il primo appuntamento con Cinematografo incontra ha avuto per protagonisti la conduttrice tv Simona Ventura e il giornalista e scrittore Giovanni Terzi, in conversazione con Lorenzo Ciofani. Sposi e anche colleghi in ambito cinematografico, con i documentari Le 7 giornate di Bergamo e Marco inedito: gli ultimi 100 giorni di Marco Pannella.

Simona Ventura è diventata una delle più importanti conduttrici televisive tra gli anni ’90 e gli anni 2000: «Ho creato uno stile, mio malgrado. Ho iniziato come giornalista sportiva ma quando sono capitata a Mai dire Goal è emerso un po’ di quello che ero da ragazza, come la mia autoironia. Ho sempre cercato di catturare ciò che persone migliori di me potevano trasmettermi, da Bruno Pizzul a Sandro Ciotti, Mike Bongiorno, Pippo Baudo e Maurizio Costanzo. Prima di me le conduttrici erano tradizionali, anche se Alba Parietti nel 1990 con Galagoal aveva preparato un po’ il terreno. Nello stesso periodo, per caso, Mara Venier aprì una strada per le donne nell’intrattenimento con Domenica In».

Le vite di Giovanni Terzi e Simona Ventura si sfiorarono per caso ad Alassio nel 1986, per poi ritrovarsi decenni dopo. Una storia d’amore, un matrimonio e tanti progetti comuni, come la VenturAcademy: «Siamo molto creativi - spiega Terzi - e passiamo dalla televisione alla scrittura, dalla progettazione ai documentari. Ci siamo chiesti cosa potessimo restituire: scegliere per ogni progetto in cantiere giovani under 30, coinvolti e formati, secondo noi era una cosa giusta».

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