Cultura e Spettacoli
Martedì 29 Gennaio 2019
Simone Cristicchi e l’esodo istriano
Una spettacolare lezione di storia
Cantante, attore, ma anche ricercatore, al Sociale di Canzo ha proposto un viaggio emozionante ricco di dati
Lettura meno di un minuto.Quanti di noi a scuola non hanno mai sentito parlare delle foibe e dell’esodo che coinvolse 350mila italiani, costretti a lasciare l’Istria e la Dalmazia cedute alla Jugoslavia nel ’47 come risarcimento di guerra?
È capitato anche a Simone Cristicchi, che nel suo “Esodo”, spettacolo teatrale in cui rielabora il tema già proposto a partire dal 2013 in “Magazzino 18”, inserisce tra i primi elementi il ricordo di sé ragazzino che, dal bus che lo portava al liceo a Roma, vedeva la scritta “Quartiere Giuliano Dalmata” e si chiedeva chi fosse quel signor Giuliano dal cognome così particolare. Un aneddoto che ha la capacità di agganciare il pubblico, come è accaduto sabato sera al Teatro Sociale di Canzo, e di farlo salire a bordo per un viaggio spazio temporale di un’ora e mezza abbondante, pieno di emozioni.
È uno spettacolo a tutto tondo, quello di Cristicchi, che da solo sul palco mescola i suoi numerosi talenti: narratore, attore, cantante, ma anche ricercatore, che ricostruisce la storia con precisione ed equilibrio. Le testimonianze personali sono il pezzo forte, interpretate da lui stesso, o in forma di apparizione visiva e sonora alle sue spalle, ma la contestualizzazione fatta di numeri e date è rigorosa (a partire dai soprusi perpetrati dai fascisti, per arrivare alla pulizia etnica anti italiana di Tito coperta dal Pci). A tratti sembra di assistere a una lezione, ma è necessaria. Lo confermano i carabinieri all’uscita, lì per scongiurare eventuali contestazioni dei negazionisti dei centri sociali, capitate la sera prima a Saronno.n
Pietro Berra
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