Sondrio Festival: 40 anni di documentari, immagini e natura

L’evento si terrà dal 26 al 29 novembre con quattordici pellicole. Ospiti e iniziative coinvolgeranno la città.

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Sondrio

Quarant’anni di immagini, natura e storie dal mondo. Sondrio Festival celebra il suo anniversario dal 26 al 29 novembre con quattordici documentari in concorso, ospiti, incontri e iniziative diffuse in città. Un’edizione speciale per la Mostra internazionale dei documentari sui parchi, nata nel 1987 da un’idea di Maurizio Gianola e diventata un appuntamento capace di coinvolgere generazioni di spettatori.

«Un concorso diventato contenitore di offerte culturali per la città – sottolinea Marcella Fratta, assessore alla Cultura e presidente di AssoMidop che organizza – poiché propone appuntamenti diversificati per chi cerca la bellezza della natura e si impegna per l’ambiente. Un compleanno per il quale sentiamo già l’affetto e l’attesa della città».

Un’edizione che si tradurrà in una festa condivisa. Una festa speciale e in qualche modo nuova.

Basta guardare il calendario: le proiezioni si terranno in un unico fine settimana lungo, da giovedì a domenica, al posto dei due weekend del recente passato. Una scelta pensata per rafforzare la dimensione internazionale del Festival, che fa parte della rete Iamf, consentendo ai registi di fermarsi in città per tutta la durata della manifestazione. «Abbiamo il mondo nella nostra città» sottolinea Fratta, richiamando i cinque continenti rappresentati, Oceania compresa.

A raccontare la crescita della rassegna sono anche i numeri illustrati da Nicola Falcinella, presidente del Comitato scientifico che seleziona i documentari: oltre 150 quelli ricevuti, contro la cinquantina di inizio millennio. Un aumento che testimonia tanto lo sviluppo della produzione quanto il riconoscimento conquistato dal Festival.

I titoli di quest’anno sono 14 tra cui tre italiani. Oreste Forno è l’unico regista valtellinese.

Le proiezioni si distribuiranno tra mattina, pomeriggio e sera. Accanto alla giuria internazionale avrà un ruolo importante quella degli studenti, chiamata a valutare sei documentari. E d’altra parte il rapporto con le scuole resta uno dei pilastri della manifestazione: sedicimila i ragazzi coinvolti, dagli istituti di ogni ordine e grado della provincia.

«Bellezza, rispetto e divulgazione» sono le parole chiave su cui si è incentrato il lavoro di Simona Nava, la direttrice del Festival, che ha anticipato la presenza di ospiti come il climatologo Filippo Giorgi e Licia Colò. Personalità chiamate ad accompagnare la visione dei film e ad alimentare il confronto sui temi ambientali.

Un impegno condiviso dai parchi. Marco Ioli, presidente del Parco delle Orobie, ha annunciato uno stand in piazza Garibaldi condiviso con le altre aree protette. Conservare un patrimonio che appartiene a tutti, fare ricerca e divulgare conoscenza sono i compiti richiamati anche da Franco Claretti, direttore del Parco nazionale dello Stelvio. «La montagna sta cambiando e cambiano gli ecosistemi. Dobbiamo cambiare prospettiva anche noi» ha sottolineato.

La Comunità montana di Sondrio sosterrà il premio della giuria dei giovani e attività con le scuole, dedicate anche alla Riserva dei Bordighi e al progetto “Radici di un’identità”. La festa coinvolgerà il centro cittadino: «Bar e ristoranti sceglieranno un Paese da rappresentare con piatti e aperitivi» ha detto Stefano Scetti, presidente del mandamento di Sondrio di Confcommercio. Il Cai anticiperà il programma con la proiezione di “Sherpa” il mercoledì in una sorta di “Aspettando il Festival”.

A riportare tutti alle origini è Gianola, ricordando la prima edizione. Un’avventura nata nell’anno dell’alluvione, con una convinzione attuale: «La natura va rispettata». Quarant’anni dopo, quella passione continua a coinvolgere la città.

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