Economia / Sondrio e cintura
Mercoledì 06 Maggio 2026
Agroalimentare: Lombardia locomotiva, ma crescono i timori delle imprese
L’indagine di “The European House – Ambrosetti” evidenzia un settore forte nei numeri, ma sempre più esposto a caro energia e tensioni internazionali. In vista del “Forum Food&Beverage”, in programma il 5 e 6 giugno a Bormio, l’indagine è stata condotta su oltre 500 aziende agroalimentari italiane
Sondrio
La Lombardia si conferma locomotiva dell’agroalimentare italiano per fatturato, valore aggiunto ed export. Ma anche nel territorio lombardo, e quindi in provincia di Sondrio, crescono le preoccupazioni delle imprese per le ricadute dell’instabilità internazionale, a partire dalla crisi in Medio Oriente e dal caro energia. A fotografare la situazione è l’indagine che The European House - Ambrosetti (TEHA) ha condotto su oltre 500 aziende agroalimentari italiane in vista del Forum Food&Beverage, in programma a Bormio il 5 e 6 giugno. Secondo lo studio, sette imprese su dieci temono per la tenuta del proprio mercato e quasi quattro su dieci si dichiarano «molto preoccupate».
Le criticità principali sono l’inflazione energetica (indicata dal 63,5% del campione) e l’aumento dei costi delle materie prime (36,2%), seguiti dalla carenza di manodopera (34%). Più distante, almeno nelle priorità immediate, il tema del cambiamento climatico, citato solamente dal 14% delle aziende.
Tra le imprese più orientate all’export - quelle che realizzano oltre il 25% del fatturato sui mercati esteri - il caro energia resta il problema principale, ma crescono anche i timori legati alle tensioni geopolitiche e ai ritardi nelle forniture. Meno rilevante, invece, il tema dei dazi, indicato soltanto dal 15% delle aziende. Nonostante il contesto complesso, emerge un segnale di fiducia.
«Il settore agroalimentare italiano sta attraversando un momento particolarmente complesso, segnato da tensioni geopolitiche, volatilità dei costi energetici e difficoltà di approvvigionamento - ha dichiarato Valerio De Molli, managing partner e ceo, The European House – Ambrosetti -. Eppure, dalle nostre rilevazioni emerge un dato molto importante: per quasi 8 imprese su 10 il fatturato dei prossimi 12 mesi sarà in crescita».
I numeri del settore restano infatti rilevanti: nel 2024 la filiera ha raggiunto i 269,9 miliardi di euro di fatturato, con una crescita del 42% rispetto al 2015, mentre l’export ha toccato nel 2025 il record storico di 70,9 miliardi di euro (+94,3% in dieci anni). Complessivamente, il comparto occupa 3,4 milioni di persone. In questo quadro, la Lombardia si conferma prima in Italia con 50 miliardi di fatturato e 11 miliardi di valore aggiunto, oltre a guidare la classifica nazionale dell’export agroalimentare con 11,7 miliardi. La regione è inoltre terza per produzioni certificate e occupazione nella filiera.
«Siamo molto orgogliosi del primato nella dop economy – hanno sottolineato il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e l’assessore a Enti locali e Montagna, Massimo Sertori -. Crediamo che questa sia la strada giusta, i mercati chiedono prodotti che rispettino naturalezza e sostenibilità, che non deve tuttavia nuocere alla sostenibilità economica».
Resta però il nodo dei consumi. «Negli ultimi anni il picco inflattivo sui beni alimentari è stato più elevato rispetto all’indice generale dei prezzi e il conflitto nel Golfo apre nuovi scenari di pressione - ha sottolineato Benedetta Brioschi, partner, The European House - Ambrosetti e responsabile Food & retail, TEHA Group -. Dalle nostre rilevazioni emerge un approccio alla spesa sempre più polarizzato: il 66% delle famiglie a basso reddito sceglie il prezzo, mentre tra quelle ad alto reddito prevale la qualità».
Proprio a Bormio, la Community Food&Beverage di TEHA riunirà operatori, istituzioni ed esperti per discutere le prospettive del settore. L’evento valtellinese rappresenta un appuntamento strategico per delineare le sfide future: sostenibilità, filiere globali, innovazione, export e nuovi modelli di consumo saranno al centro del confronto.
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