Assemblea della Uil del Lario: «Il lavoro al centro per ridare valore»

Venerdì ad aprire l’appuntamento il coordinatore della territoriale Lecco-Como, Dario Esposito: «Vediamo instabilità e precarietà in troppi comparti»

Erba

Il lavoro al centro, ma non per slogan. Perché quando si parla di sicurezza, precarietà e prospettive, le parole iniziano a pesare. È da qui che è partita l’assemblea precongressuale della UIL Lombardia, andata in scena ieri a Erba, con un confronto che ha rimesso al centro il tema del lavoro e del suo valore.

Senza giri di parole

A dirlo è il segretario generale della UIL del Lario, Dario Esposito, che ha aperto i lavori. «Dobbiamo restituire valore alle persone, quindi al lavoro. Oggi vediamo un lavoro che non viene valorizzato per quello che dovrebbe essere». Il quadro tracciato non è affatto rassicurante. Sul territorio, tra Como e Lecco, il 2025 si è chiuso con dodici infortuni mortali. «Parliamo di un lavoro sempre più insicuro – sottolinea Esposito – con organi ispettivi e di controllo che hanno piante organiche sempre più incomplete».

Non è solo una questione di sicurezza. Il problema è più ampio e riguarda la qualità complessiva dell’occupazione. «Vediamo instabilità e precarietà in troppi comparti, oltre a licenziamenti e ricorso alla cassa integrazione straordinaria», aggiunge il segretario UIL. Necessità Da qui la necessità, ribadita nel corso dell’assemblea, di costruire una risposta condivisa. «Dobbiamo creare, insieme a tutti gli attori del territorio – istituzioni, associazioni datoriali e sindacati – meccanismi di salvaguardia occupazionale».

C’è poi il tema, tutt’altro che secondario, dell’attrattività del territorio. Perché trattenere giovani e competenze non è automatico, ma anzi è sempre più decisivo in questa fase storica.

Investimenti

«Una persona che decide di investire il proprio futuro lavorativo tra Como e Lecco deve poterlo fare con serenità – spiega Esposito – deve poter accedere a un mutuo, costruire un progetto di vita. Anche questo significa restituire centralità alle persone».

Infine, il capitolo servizio pubblico. Anche qui il giudizio è critico. «Negli ultimi undici anni abbiamo assistito a disinvestimenti che hanno riguardato enti locali, sanità e scuola. E il servizio pubblico è fondamentale, perché garantisce diritti costituzionali e la democrazia effettiva».

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