Economia / Lecco città
Martedì 29 Settembre 2026
Benzina, il tetto non si vede ancora: a Lecco prezzi giù di appena 3 millesimi
Dopo l’introduzione del prezzo massimo da parte di Eni e Ip, nel Lecchese la benzina passa in media da 2,149 a 2,146 euro al litro e il diesel da 2,367 a 2,361. Solo una parte dei distributori si è adeguata: si guarda ora all’adesione di Q8, attesa dal primo ottobre
Lettura 2 min.Lecco
Il tetto ai prezzi del carburante si consolida con l’adesione di Q8 ma per ora, anche nel lecchese, non produce effetti visibili. A 48 ore dall’introduzione della misura da parte di Eni e Ip, il prezzo medio della benzina negli oltre ottanta distributori della Provincia di Lecco è calato da 2,149 euro/litro di lunedì a 2,146 euro/litro di oggi, mentre quello del diesel è sceso da 2,367 euro/litro a 2,361 euro/litro.
La discesa finora è stata di pochi millesimi. Innanzitutto, solo nove distributori della rete Enilive nel lecchese, tra cui i tre sulla statale 36, si sono già adeguati al tetto introdotto a partire da lunedì dalla compagnia controllata dallo Stato italiano, la quale ha fissato un prezzo massimo di 1,99 euro al litro per la benzina e di 2,19 euro al litro per il gasolio. Gli altri quattro benzinai con lo stesso marchio non risulta si siano ancora adeguati, così come sono tutt’ora lontani da quei valori i distributori della rete Ip, compagnia controllata dall’azera Socar ovvero la prima multinazionale ad aver seguito Eni nella scelta di imporre il tetto.
Sempre oggi nei diciotto distributori a marchio Ip presenti in provincia di Lecco il prezzo della benzina oscillava da un minimo di 2,179 euro/litro ad un massimo di 2,216 euro/litro. L’auspicio di tutti gli automobilisti è che l’adesione all’iniziativa da parte della kuwatiana Q8 a partire da giovedì primo ottobre possa rafforzare questa discesa. Del resto, Q8 è tra i marchi più diffusi in provincia di Lecco con 11 distributori. Solo Tamoil con 13 distributori e Esso con 12 distributori hanno una presenza comparabile a quella delle altre tre compagnie. Nel complesso Enilive, Q8 e Ip rappresentano circa la metà dei distributori di benzina presenti sul territorio lecchese.
«I prezzi e la situazione delle code ai distributori – osserva Carlo Rusconi, presidente del Gruppo Gestori impianti stradali per la distribuzione carburanti aderenti alla Figisc di Confcommercio Lecco - si andrà progressivamente ad adeguare man mano che finiranno le scorte e arriverà la merce nuova. Per noi gestori degli impianti un momento difficile. Quando una decisione viene presa dall’alto, come quella di Eni, e non dalla base diventa un problema. Come categoria non abbiamo certezza sulla durata di questo provvedimento che non ci era neanche stato comunicato. Lo abbiamo appreso dalla stampa».
Molti gestori di impianti non si sono adeguati subito ai prezzi stabiliti dalle multinazionali perché avevano acquistato grandi quantità di carburante nei giorni precedenti a prezzi maggiori e quindi introdurre subito i nuovi prezzi avrebbe comportato una perdita di migliaia di euro. Solo tra qualche giorno, quindi, si capirà se il tetto ai prezzi della benzina, introdotto da Eni e dalle altre compagnie dopo mesi di rincari, avrà degli effetti reali anche se difficilmente la discesa dei prezzi difficilmente proseguirà in modo repentino e incisivo come è stata la salita.
A questo proposito i numeri sono chiari: il costo per un pieno per un’auto con un serbatoio da 50 litri a inizio aprile a Lecco era di 90 euro in caso di benzina e 111,5 euro per il gasolio. Oggi la stessa operazione costava 107,55 euro per la benzina e 117,4 per il gasolio. Negli ultimi mesi l’esecutivo di Giorgia Meloni ha cercato di limitare l’incremento dei costi del carburante con la riduzione delle accise.
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