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Giovedì 05 Febbraio 2026
Bper, anno da record: utile oltre i 2,1 miliardi e dividendo in crescita
L’istituto modenese, guidato da Gianni Franco Papa, annuncia risultati solidi e nuove erogazioni per quasi 26 miliardi. Prevista ad aprile la fusione con Banca Popolare di Sondrio.
Sondrio
Utile netto ordinario oltre i 2,1 miliardi di euro, nuove erogazioni per quasi 26 miliardi e dividendo da 65 centesimi per azione. Bper Banca, l’istituto modenese guidato da Gianni Franco Papa, chiude il 2025 con risultati solidi, nonostante un contesto macroeconomico e geopolitico complesso.
Il consiglio di amministrazione, presieduto da Fabio Cerchiai, ha approvato mercoledì i risultati individuali della Banca e quelli consolidati di Gruppo al 31 dicembre 2025. Un segnale positivo anche in vista della fusione con Banca Popolare di Sondrio, che peraltro ha evidenziato dati preliminari 2025 da record, prevista per il prossimo aprile.
«Il 2025, caratterizzato da una costante instabilità del contesto geo-politico e macroeconomico, ha visto il nostro Gruppo raggiungere tutti gli obiettivi prefissati – ha dichiarato l’amministratore delegato, Papa – È stato un anno molto intenso, durante il quale abbiamo lavorato a pieno ritmo, e i risultati presentati sono la prova della nostra capacità di continuare a rispettare gli impegni presi con il mercato e con tutti i nostri portatori d’interesse».
Papa ha quindi sottolineato come l’operazione di integrazione con la Popolare di Sondrio non abbia rallentato l’attività ordinaria del Gruppo: «La focalizzazione sulla buona riuscita dell’operazione sulla Popolare di Sondrio non ha distolto l’attenzione dall’attività di sviluppo del business, come dimostrato dalla crescita dei volumi e delle commissioni, dalle nuove erogazioni a favore di privati e imprese per oltre 25 miliardi di euro a livello di Gruppo, dalla costante solidità di tutti gli indici patrimoniali e di liquidità e dalla robusta qualità degli asset. Sono risultati non scontati, dato il contesto generale, e per questo motivo di grande soddisfazione e per i quali ringrazio tutte le colleghe e i colleghi».
Per quanto riguarda i risultati consolidati, dal punto di vista economico, il margine di interesse si è attestato a 3,8 miliardi di euro, mentre le commissioni nette hanno raggiunto i 2,4 miliardi, confermando il buon andamento delle attività commerciali e della gestione del risparmio. I proventi operativi complessivi ammontano a 6,6 miliardi, a fronte di oneri operativi di 3 miliardi, con un cost/income ratio del 45,7%, tra i migliori del settore.
Particolarmente rilevante la qualità del credito: il rapporto tra crediti deteriorati e totale si mantiene su livelli molto contenuti, con un dato lordo al 2,1% e netto all’1%, a testimonianza di una gestione prudente e rigorosa.
Sul fronte patrimoniale, le attività finanziarie complessive del Gruppo salgono a 422 miliardi di euro, mentre i crediti netti verso la clientela si attestano a 128,7 miliardi. La raccolta diretta raggiunge 168,7 miliardi, affiancata da una raccolta gestita di 81,9 miliardi. Solidi anche la posizione di liquidità e i coefficienti patrimoniali.
Alla luce di questi risultati, il consiglio di amministrazione ha approvato la proposta di distribuzione di un dividendo unitario in contanti di 65 centesimi per azione, per un ammontare complessivo massimo di circa 1,37 miliardi di euro.
Il 2026 si apre ora con l’obiettivo di completare l’integrazione con la Banca Popolare di Sondrio e di proseguire il percorso di crescita, continuando – come sottolineato dal management – a generare valore per azionisti, clienti e territori.
Con una rete di oltre 2.000 sportelli in Italia, oltre ai 21 della Banca Popolare di Sondrio (Suisse) e alla Sede in Lussemburgo di Bper Bank Luxembourg e 22.581 dipendenti, Bper si conferma uno dei principali gruppi bancari nazionali e si avvia, con l’integrazione della Popolare di Sondrio a diventare il terzo gruppo in Italia.
«Ci posizioniamo in modo distintivo nel panorama bancario nazionale – ha detto l’amministratore delegato, Gianni Franco Papa, commentando i dati – grazie alla presenza ancora più radicata e capillare in tutta Italia, in particolare nelle regioni del Nord a più alta produttività, e alla forte penetrazione nel mercato dei privati, delle imprese e nella gestione del risparmio. Abbiamo iniziato il 2026 con immutato orientamento al risultato, pronti a portare a termine l’integrazione e a confermare il nostro percorso di crescita come Gruppo, continuando a generare valore tangibile per i nostri azionisti, clienti e territori».
Insieme ai risultati consolidati, positivi sono anche i dati relativi alla sola Bper. Per quanto riguarda conto economico e patrimoniale il margine di interesse si attesta a 3.268,5 milioni, in calo del 3,2%. Rispetto al terzo trimestre 2025, la crescita del quarto trimestre è pari al 3,6% grazie al positivo effetto dei tassi di interesse che ha più che compensato la dinamica commerciale dei volumi (-4,7 milioni). L’aumento della componente non commerciale è pari a +22,8 milioni.
I dividendi risultano pari a 57,5 milioni (+37,6%), di cui 11,1 milioni riconducibili alla partecipazione in Banca d’Italia e 21,9 milioni in Arca Vita. Il risultato netto della finanza è positivo per 71 milioni. Il totale dei proventi operativi netti ammonta a 5.711,7 milioni (+2,5%). Gli oneri operativi sono di 2.696,0 milioni (-5,1%).
Quanto allo stato patrimoniale le attività finanziarie totali si attestano a 327,7 miliardi, in crescita del 7%. La raccolta diretta da clientela arriva a 122,2 miliardi, in aumento di 4 miliardi. La raccolta gestita è cresciuta a 77,8 miliardi (+8,9% rispetto al 2024) e la raccolta amministrata ammonta a 106,1 miliardi (+10,8%); il dato relativo alle polizze vita è pari a 21,7 miliardi (+3,4%).
I crediti netti verso la clientela sono di 92,1 miliardi (+2,2%), in aumento grazie all’attività di sviluppo da parte di tutta la rete Bper. Nel 2025 sono stati erogati alla clientela nuovi finanziamenti per 19,6 miliardi (+13,1%). L’incidenza dei crediti deteriorati verso clientela è in miglioramento sia a livello lordo al 2,4% sia a livello netto pari all’1,1%.
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