Carburanti alle stelle, Coldiretti Como e Lecco: «Pagano famiglie e imprese»

I prezzi alla pompa sono cresciuti oltre il 20% da inizio anno. L’associazione: «Puntare sulle filiere corte»

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I prezzi di benzina e gasolio hanno superato la soglia dei due euro al litro, con aumenti che dall'inizio dell'anno superano il 20%. Questa crescita sta colpendo non solo i cittadini, ma sta innescando un effetto a catena che coinvolge i trasporti e l'intera produzione agricola della provincia di Lecco.

Secondo i dati rilevati da Coldiretti Como Lecco, tra gennaio e luglio 202 sanno, il prezzo della benzina nel Lecchese è passato da 1,64 a 1,98 euro al litro, con un incremento di circa il 21%. Il gasolio ha registrato un aumento ancora più marcato, salendo da 1,67 a oltre 2,05 euro al litro, con una crescita vicina al 23%.

L'impatto sulle tasche dei cittadini è concreto: per una famiglia che utilizza due auto (una a benzina e una diesel) con un pieno settimanale da 50 litri per ciascuna, l'aumento della spesa è stimato in circa 700 euro nei primi sette mesi dell'anno. Se il trend dovesse continuare, l'extra costo annuale potrebbe superare i 1.200 euro.

Questa situazione mette in difficoltà anche le imprese agricole locali. Il carburante è infatti fondamentale per lavorare i terreni, raggiungere gli alpeggi, trasportare foraggio e animali e gestire le consegne. Fortunato Trezzi, presidente di Coldiretti Como Lecco, ha spiegato che «il rincaro non riguarda solo il gasolio usato dai trattori, ma si propaga lungo tutta la filiera, aumentando i costi di imballaggi, manutenzioni e distribuzione. Le zone montane e periferiche sono le più colpite, poiché le distanze maggiori e la frammentazione dei terreni richiedono più spostamenti e, di conseguenza, più carburante. Inoltre, l'aumento alla pompa influisce indirettamente sul prezzo di beni essenziali come mangimi, fertilizzanti e sementi, che devono essere trasportati prima di arrivare in azienda».

Luciano Salvadori, direttore di Coldiretti Como Lecco, ha osservato come «il carburante sia una componente trasversale dei costi di produzione, aumentando le spese sia per il lavoro nei campi sia per il trasporto delle materie prime e dei prodotti finiti verso i mercati. Per le produzioni fresche, che non possono subire ritardi nelle consegne, la pressione è ancora più fort»e.

Il contesto economico mostra che, mentre la spesa alimentare media di una famiglia nel Lecchese è aumentata di circa l'1,1% nell'ultimo anno (pari a circa sessanta euro su un paniere annuo di 6.000 euro), l'aumento dei carburanti è molto più rapido e incisivo. Per contrastare questa tendenza, Coldiretti suggerisce di rafforzare le filiere corte, come la vendita diretta in azienda e i mercati di Campagna Amica, per ridurre i passaggi intermedi e valorizzare il territorio. L'associazione conclude richiamando la necessità di interventi per contenere l'impatto dei rincari energetici, al fine di proteggere la competitività delle aziende agricole e prevenire ulteriori aumenti dei prezzi alimentari per i consumatori.

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