Data center, nuova legge regionale: priorità alle aree dismesse

Dieci linee guida nella nuova legge lombarda. L’assessore Sertori: «In questo modo colmiamo un vuoto Regole, procedure e un quadro di riferimento stabile»

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Sondrio

Regole precise per i data center. È lombarda la prima normativa italiana che disciplina il settore dei centri di elaborazione dati

Martedì il Consiglio regionale ha dato il via libera alla legge con l’obiettivo di sostenere la crescita del sistema produttivo e promuovere, al tempo stesso, uno sviluppo sostenibile del territorio e la tutela ambientale, con particolare attenzione ai temi energetici e al consumo di suolo.

Il provvedimento, composto da dieci articoli, definisce linee guida sui criteri di localizzazione, sulle procedure autorizzative e sul consumo energetico e nasce dalla necessità di affrontare un fenomeno in forte espansione sul territorio lombardo. La regione ospita infatti quasi la metà dei data center italiani: 67 strutture operative in Lombardia nel 2024 sulle 168 presenti complessivamente nel Paese.

Il fabbisogno energetico nazionale del comparto è stimato in circa 3 gigawatt, di cui circa la metà concentrata in Lombardia, mentre gli investimenti previsti nei prossimi cinque anni ammontano a 22 miliardi di euro in Italia, anche in questo caso con una quota lombarda a circa il 50%. Tra i cardini della nuova normativa figurano il rafforzamento della governance regionale delle procedure autorizzative, l’omogeneità delle regole urbanistiche sul territorio regionale e la gestione dell’elevato fabbisogno energetico delle infrastrutture digitali.

L’obiettivo dichiarato è duplice: limitare operazioni speculative e favorire l’utilizzo di fonti rinnovabili, individuando priorità insediative ed energetico-ambientali e disincentivando il consumo di suolo agricolo attraverso un incremento del contributo di costruzione.

Le principali novità introdotte riguardano, da un lato, la possibilità per i Comuni di accedere a meccanismi di compensazione ambientale nel caso in cui un operatore realizzi un data center in un’area industriale dismessa; dall’altro, l’estensione da sei mesi a un anno del termine per adeguare gli strumenti urbanistici locali alle nuove disposizioni regionali.

Le aree considerate prioritarie per l’insediamento dei data center saranno quelle di rigenerazione urbana e territoriale: aree dismesse, contaminate, degradate, inutilizzate, sottoutilizzate o potenzialmente contaminate.

Nel caso di progetti localizzati su aree diverse, con consumo di suolo agricolo, scatterà invece un incremento del contributo di costruzione destinato a interventi compensativi di riqualificazione urbana e territoriale e al ripristino dei servizi ecosistemici. Ai Comuni spetterà la mappatura aggiornata delle aree dismesse. Province e Città Metropolitana di Milano dovranno pubblicare tempestivamente sui propri siti le informazioni raccolte.

«Con questa legge colmiamo un vuoto – sottolinea l’assessore agli Enti locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo della risorsa idrica, Massimo Sertori – offrendo regole certe, procedure omogenee e un quadro di riferimento stabile per gli investimenti, soprattutto in termini di tempistiche e passaggi procedurali certi e affidabili». «Il provvedimento – aggiunge – affronta con serietà le principali criticità del settore. Tra queste, il consumo energetico e l’impatto sulle reti rappresentano questioni centrali. Ugualmente rilevante è il tema della risorsa idrica. La norma promuove tecnologie di raffreddamento ad elevata efficienza e sistemi che riducano il ricorso all’acqua potabile, nella consapevolezza della necessità di tutelare una risorsa sempre più preziosa».

Sertori rivendica anche il percorso che ha portato alla stesura del provvedimento, fatto di un confronto costante con Anci Lombardia, con gli enti territoriali e con gli operatori del settore. E poi uno sguardo al futuro. «Viviamo un periodo di grande rivoluzione – conclude Sertori – in cui la velocità gioca un ruolo chiave. Per questo la politica, chi fa le leggi e chi decide le regole, deve adeguarsi e cercare di governare i cambiamenti alla giusta velocità».

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