Diesel più caro della benzina: scatta il sorpasso storico alla pompa
Accise rimodulate, rincari immediati e prezzi record a Lecco e Sondrio mentre partono i controlli della Guardia di Finanza
Lecco e Sondrio
Effetto accise e rincari immediati alla pompa. Con l’entrata in vigore dal primo gennaio delle nuove norme della manovra – taglio della tassazione sulla benzina e aumento equivalente sul gasolio – negli impianti italiani si registra un sorpasso storico: il diesel torna a essere più caro della verde. Una situazione che non si vedeva da tre anni. Oggi il prezzo medio nazionale viaggia a 1,666 euro al litro per il gasolio, contro 1,650 euro della benzina.
I numeri più significativi arrivano dal territorio. A Lecco, la verde oscilla tra 1,519 e 1,729 euro al litro, mentre il gasolio parte da 1,564 e sfiora punte di 1,928 euro. Anche dove si spende meno, il gasolio supera ormai la benzina, segno di un trend consolidato. La fotografia non cambia in provincia di Sondrio: il diesel si muove tra 1,665 e 1,749 euro, contro valori medi inferiori per la benzina. Una differenza che pesa soprattutto per chi usa quotidianamente mezzi privati o professionali.
Nel confronto con l’Europa, il quadro non è confortante: solo Danimarca, Paesi Bassi e Germania registrano prezzi più elevati di quelli italiani. E per chi pensa al rifornimento oltre confine, la Svizzera non è più una soluzione: la media sale a 1,835 euro per la benzina e 1,969 per il diesel, spesso oltre i valori delle stazioni italiane di frontiera.
Il rialzo deriva dalla rimodulazione delle accise prevista dalla legge di bilancio 2026: -4,05 centesimi al litro sulla benzina e +4,05 sul gasolio. Una misura neutralizzata per gli automobilisti che si muovono a diesel, che si ritrovano con uno dei pieni più costosi degli ultimi mesi.
Intanto lo Stato si muove sul fronte dei controlli. La Guardia di Finanza ha annunciato un piano operativo sulle reti di distribuzione dei carburanti per contrastare speculazioni e irregolarità. In tutta Italia – e quindi anche in Lombardia – i reparti delle Fiamme gialle presidieranno impianti e depositi, verificando prezzi esposti, documentazione di trasporto, filiera di approvvigionamento ed eventuali scostamenti ingiustificati.
L’obiettivo è duplice: proteggere i consumatori da rincari immotivati e assicurare che sul mercato circolino soltanto carburanti tassati correttamente. Nel mirino possibili frodi: immissione in consumo di prodotto non dichiarato, classificazioni merceologiche indebite e irregolarità nella tracciabilità. Un messaggio chiaro agli operatori e una rassicurazione per gli automobilisti che, almeno per ora, devono fare i conti con un pieno sempre più pesante.
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