Economia / Sondrio e cintura
Venerdì 20 Febbraio 2026
Domande di lavoro, crescita netta a Sondrio. È l’effetto Olimpiadi
I dati di Excelsior di Unioncamere e ministero Circa 1.200 entrate contro le 1.030 di febbraio 2024. Ma resta il problema di trovare mano d’opera qualificata
Sondrio
Domande di lavoro in crescita in provincia di Sondrio nel mese olimpico e in quelli immediatamente successivi. Sono circa 1.200 le entrate programmate dalle imprese della provincia di Sondrio in questo mese di febbraio, secondo il bollettino Excelsior di Unioncamere e ministero del Lavoro, contro le 1.030 opportunità lavorative dello stesso periodo dell’anno scorso. Un incremento che vale anche per le previsioni trimestrali: 3.550 le entrate previste quest’anno contro le 3.030 dello scorso anno.
Il dato provinciale conferma l’andamento nazionale con una domanda sostenuta, seppur accompagnata dalle crescenti difficoltà nel reperire personale qualificato: quasi la metà delle imprese dichiara di non trovarne.
Il settore trainante in provincia di Sondrio è quello dei servizi legati all’accoglienza e al turismo, che rappresenta il 26,6% delle assunzioni previste, confermando il ruolo centrale dell’economia turistica durante la stagione invernale. Seguono le costruzioni con il 19,1%, gli altri servizi con il 18,4%, il manifatturiero con il 18,1% e il commercio con il 12,2%, mentre l’agricoltura si ferma al 5,6%.
Sul fronte delle imprese, quasi una su cinque, pari al 17,3%, prevede nuove entrate nel mese. La propensione ad assumere risulta più marcata tra le realtà di piccola dimensione: le aziende con meno di dieci dipendenti rappresentano infatti il 38,4% delle imprese che prevedono inserimenti. Tra i comparti più dinamici figurano turismo, altri servizi e commercio.
Le professioni richieste rispecchiano la struttura produttiva del territorio. La domanda si concentra soprattutto su addetti alla ristorazione e all’accoglienza, personale di vendita e operai specializzati nel settore edile, oltre a figure non qualificate impiegate nei servizi di pulizia e nella logistica. Si tratta in larga parte di occupazioni operative legate alla stagionalità turistica e ai servizi alla persona.
Anche i titoli di studio richiesti riflettono questa configurazione del mercato del lavoro. Le imprese privilegiano percorsi tecnici e professionali, in particolare negli ambiti del turismo e dell’ospitalità, dell’amministrazione e del marketing, della meccanica e dei servizi di vendita e ristorazione. Rimane comunque significativa la quota di posizioni accessibili anche con la sola scuola dell’obbligo, segnale della presenza diffusa di lavori a bassa qualificazione o di carattere stagionale.
Il tessuto economico provinciale resta dominato dalle piccole imprese, da cui proviene la maggior parte delle opportunità occupazionali. Complessivamente le aziende con dipendenti in provincia sono circa 4.740 e occupano oltre 41mila lavoratori.
Quello che emerge ancora con forza è il problema del reperimento del personale, in linea con il quadro nazionale che segnala difficoltà diffuse soprattutto per le figure tecniche e operative. Le imprese faticano a trovare candidati con competenze adeguate o esperienza specifica, un fattore che rischia di limitare la capacità di crescita dei settori più dinamici. Nel complesso, il mercato del lavoro sondriese a febbraio appare vivace, sostenuto dal turismo invernale e dalle attività di servizio, ma allo stesso tempo fragile per la carenza di manodopera qualificata. Una sfida che riguarda in particolare le piccole imprese, che più delle altre faticano ad attrarre lavoratori.
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