Edilizia: nel 2025 Sondrio corre, Lecco insegue

Il settore registra il quinto anno positivo, ma l'aumento dei costi delle materie prime e l'incertezza internazionale frenano gli investimenti.

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Nel quadro complessivamente positivo del settore delle costruzioni lombardo, Lecco e Sondrio raccontano storie occupazionali opposte. I dati dell’indagine Unioncamere Lombardia a fine 2025 fotografano una Sondrio in forte espansione e una Lecco in fase di assestamento, pur dentro un mercato che nella regione continua a crescere per il quinto anno consecutivo.

Sondrio, la crescita più alta della Lombardia

Con un +6,3% di addetti delle unità locali nel 2025 rispetto all’anno precedente, Sondrio mette a segno l’incremento occupazionale più elevato di tutta la regione, dove la media si ferma al +1,5%. In valore assoluto si tratta di 7.175 addetti: un numero contenuto rispetto ai grandi poli industriali, ma decisivo per il tessuto economico provinciale.

L’edilizia, infatti, pesa a Sondrio molto più che altrove: gli addetti delle costruzioni rappresentano l’11,4% del totale, una delle quote più alte della Lombardia e ben oltre la media regionale del 9%. È una delle poche province, insieme a Pavia, in cui l’incidenza del comparto supera il 10%, segno di un’economia in cui il mattone resta un motore strutturale e non solo congiunturale.

Lecco, occupazione stabile e peso più contenuto

Lecco si muove invece su un binario diverso. Gli addetti delle costruzioni salgono di un modesto +0,4%, attestandosi a 9.747 unità: una sostanziale stabilità che, pur non rappresentando una contrazione, segnala un raffreddamento della spinta degli anni precedenti. Va ricordato che la crescita resta comunque positiva, in un contesto dove solo Lodi (-1,9%) e Como (-0,5%) hanno chiuso il 2025 in territorio negativo.

Anche il peso del settore è più ridotto: a Lecco le costruzioni valgono l’8,4% dell’occupazione totale, sotto la media lombarda. Un dato che riflette la maggiore diversificazione manifatturiera del territorio lecchese rispetto alla vicina Valtellina.

Il contesto regionale che fa da sfondo

I numeri delle due province vanno letti dentro un settore che in Lombardia gode di buona salute. Il volume d’affari dell’edilizia è cresciuto in media del +3,7% nel 2025, in lieve rallentamento rispetto al +4,1% del 2024 ma sufficiente a portare l’indice al valore più alto della serie storica. Gli addetti regionali hanno superato quota 381 mila, mentre il numero di imprese attive è leggermente sceso (-1,5%, circa 130 mila), a conferma di un comparto che cresce in dimensione media più che in numerosità.

Sul fronte immobiliare, il 2025 ha visto le compravendite residenziali aumentare del +7% e i prezzi delle abitazioni del +4,8%, con la Lombardia che corre più della media nazionale. Una domanda vivace che fa da traino anche per i territori montani, dove peraltro pesa la componente delle seconde case e del turismo.

La sfida comune: trovare manodopera

C’è però un nodo che accomuna Sondrio, Lecco e l’intera regione: la difficoltà a reperire personale. Nell’edilizia lombarda il problema ha riguardato nel 2025 il 62% delle assunzioni previste, il livello più alto tra tutti i settori economici e ben superiore alla media del 48%. Per una provincia in forte espansione come Sondrio, dove la domanda di lavoro accelera, il rischio è che la carenza di profili qualificati diventi un freno alla crescita.

A questa criticità si affiancano, nelle valutazioni delle imprese, l’eccessiva burocrazia, la debolezza della domanda nel mercato privato e il costo dei materiali. Le prospettive restano differenziate a seconda del mercato di riferimento: il pubblico, sostenuto dalle opere del PNRR, mostra aspettative più solide, mentre il privato residenziale e soprattutto le ristrutturazioni risentono del ridimensionamento degli incentivi fiscali.

Cosa aspettarsi per il 2026

Le imprese guardano avanti con cautela. A livello regionale le aspettative sul volume d’affari del prossimo trimestre sono tornate lievemente negative, mentre quelle sull’occupazione restano positive (+11 punti di saldo). La propensione a investire si conferma prudente, ma più marcata tra le imprese di maggiori dimensioni e tra quelle attive sul mercato pubblico, dove i progetti infrastrutturali offrono visibilità sugli anni a venire.

Per la Valtellina, in particolare, molto dipenderà dalla capacità di trasformare il dinamismo occupazionale in stabilità di lungo periodo, anche in vista dei cantieri legati ai grandi appuntamenti e alle infrastrutture montane. Per Lecco, la sfida sarà semmai riaccendere una crescita che nel 2025 ha tenuto il passo ma senza accelerare.

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