Ex Banca d’Italia, la Provincia di Sondrio pronta ad acquistare il palazzo

La proposta di acquisizione arriva in consiglio provinciale a Sondrio. L’edificio di piazza Garibaldi, chiuso dal 2015, sarà destinato a uffici e servizi istituzionali, con la possibilità di ospitare anche attività culturali e di promozione del territorio

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Sondrio

Un milione e mezzo di euro per acquistare l’ex sede provinciale della Banca d’Italia e avviare il percorso che dovrà restituire alla città uno degli edifici più prestigiosi di piazza Garibaldi. Dopo l’anticipazione dei giorni scorsi, la proposta di acquisizione dello stabile martedì arriva all’attenzione del consiglio provinciale, passaggio decisivo per l’acquisto.

Il documento sottoposto all’assemblea definisce il prezzo, ricostruisce l’iter seguito dall’amministrazione e fornisce qualche indicazione in più, anche se non ancora definitiva, sulle future destinazioni dell’immobile. La Provincia propone di corrispondere alla Banca d’Italia 1,5 milioni di euro. Una cifra inferiore al valore di mercato del complesso, stimato in 1.720.000 euro dalla perizia affidata alla geometra Giuliana Mattaboni e acquisita dall’ente alla fine di maggio. È questo uno degli elementi sui quali si fonda la proposta di delibera: il prezzo richiesto dal venditore viene giudicato congruo, sia per le caratteristiche e lo stato di conservazione dell’edificio sia per la sua posizione nel cuore di Sondrio.

Il palazzo, costruito nel 1840 su progetto dell’architetto Giacomo Poncini, venne successivamente acquistato dalla Banca Nazionale e ristrutturato alla fine dell’Ottocento. Un ulteriore e importante intervento di ammodernamento, con una radicale riorganizzazione degli spazi interni, risale agli anni Cinquanta. Chiuso dal 2015, l’edificio conserva caratteristiche architettoniche di rilievo ed è uno degli immobili più riconoscibili del centro cittadino.

La delibera precisa anche la destinazione principale: lo stabile dovrà ospitare servizi istituzionali della Provincia, in particolare uffici, archivi e strutture connesse all’esercizio delle funzioni proprie e delegate dell’ente. Non ci saranno, però, soltanto uffici. Nel documento si apre espressamente alla possibilità di utilizzare alcuni spazi per iniziative di promozione del territorio e attività culturali. Una parte dell’immobile potrà inoltre ospitare, secondo modalità da definire con successivi provvedimenti, soggetti che operano in ambiti coerenti con le finalità pubbliche dell’intervento. Una formulazione che lascia aperti diversi scenari e che potrebbe comprendere almeno alcune delle ipotesi avanzate negli ultimi anni: dal polo culturale a quello dedicato all’innovazione, fino al progetto Alpina promosso dallo chef Alessandro Negrini, immaginato come luogo d’incontro tra formazione, imprese, competenze e territori dell’arco alpino. Indicazioni più precise potrebbero arrivare proprio durante la relazione con la quale il presidente della Provincia Davide Menegola presenterà l’operazione al consiglio.

L’acquisizione è il risultato di un percorso iniziato nel 2023, quando il programma degli interventi finanziati attraverso l’Aqst aveva inserito l’acquisto e la riqualificazione dell’ex Banca d’Italia tra le operazioni da realizzare. Nel febbraio 2024 la Provincia aveva avviato una consultazione preliminare del mercato per verificare la presenza a Sondrio di immobili alternativi da destinare alle proprie attività istituzionali. L’indagine aveva portato a una sola proposta, che non rispondeva però ai requisiti richiesti. Era quindi proseguita la trattativa con la Banca d’Italia, che adicembre 2025 ha comunicato di avere accolto l’offerta di acquisto da 1,5 milioni di euro.

La spesa trova copertura nel bilancio provinciale e nelle risorse programmate dall’Aqst 2023. «Un’operazione strategica» la definisce la delibera, non soltanto per il rafforzamento delle funzioni della Provincia, ma anche per la riqualificazione del centro cittadino. L’obiettivo dichiarato è evitare che un edificio così importante rimanga inutilizzato e restituirlo alla collettività attraverso attività di interesse pubblico. Se il voto del consiglio sarà positivo partiranno le procedure per l’acquisto. Resterà poi da definire quali funzioni – e in quale modo – saranno ospitate nel palazzo.

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